Paolo Campinoti (Ceo Pramac) parla di MotoGP, Ducati, del suo Team e dei suoi piloti

Il Ceo Pramac Racing ha parlato a pochi giorni dal Gran Premio di Spagna

Paolo Campinoti (Ceo Pramac) parla di MotoGP, Ducati, del suo Team e dei suoi pilotiPaolo Campinoti (Ceo Pramac) parla di MotoGP, Ducati, del suo Team e dei suoi piloti

MotoGP Pramac Racing – Il Team Pramac è uno dei più longevi del panorama motociclistico, attivo sin dal 2002, quando è nata la nuova era della classe regina. Il Ceo Paolo Campinoti ha ripercorso le tappe fondamentali di questo lungo “viaggio” e ha voluto sottolineare l’importanza di questa presenza per la sua azienda.

“La MotoGP è un veicolo per diffondere e sostenere la nostra immagine nel mondo – spiega Campinoti. E allo stesso tempo un momento di altissimo esercizio tecnologico. Il meglio delle energie della nostra azienda sono proiettate in una competizione planetaria di altissimo livello. Siamo orgogliosi di aver creato una struttura come questa che in termini di continuità è senz’altro una tra le più longeve dell’intero MotoGP.”

Dal 2006 Pramac Racing ha stretto un forte legame con Ducati. “Un rapporto fondamentale per noi. Siamo orgogliosi di essere parte integrante del progetto di una grande azienda come Ducati. Logicamente con l’arrivo di Gigi Dall’Igna c’è stato un salto di qualità straordinario: è riuscito a mettere tutti i tasselli al posto giusto. Noi crediamo di poter contribuire allo sviluppo della casa attraverso il nostro ruolo. Siamo un team dove i giovani possono formarsi e ciò che ha fatto Andrea Iannone è un esempio lampante.”

Parlando del Team, capitanato da Francesco Guidotti ha aggiunto: “Il nostro team migliora anno dopo anno dopo essere riuscito a tenere botta durante stagioni molto complesse. Per questo un sentito ringraziamento va a Carmelo Ezpeleta e a Dorna per il fondamentale sostegno che ha permesso a molti team di superare la crisi. Adesso il MotoGP vive di ottima salute. Gli ascolti e l’attenzione stanno crescendo anche rispetto alla Formula 1. E con le modifiche al regolamento che saranno introdotte dalla prossima stagione ci sarà da divertirsi.”

Quest’anno in squadra non c’è più Andrea Iannone, passato al Team ufficiale Ducati e i portacolori sono il colombiano Yonny Hernandez e il ternano Danilo Petrucci.

“Andrea quest’anno non corre per noi ma è come se fosse rimasto. Siamo molti felici di sponsorizzarlo personalmente nella sua grande avventura in Ducati. Questa è la dimostrazione del nostro affetto. Ma sia chiaro: il terzo posto non ci basta. Aspettiamo di vederlo sul gradino più alto!.” Parlando di Hernandez e Petrucci ha aggiunto: “E’ inutile girarci intorno. Sarò contento se riusciremo a chiudere tra i primi 10 sia con Hernandez che con Petrucci. Sono due ragazzi straordinari con cui ho un ottimo rapporto. Ma non sono intrusivo durante i week end. Alla gestione del team pensa Francesco Guidotti che ha fatto un lavoro straordinario nel creare una struttura che lavora all’unisono: da chi lava le carene, a chi pensa all’elettronica, ai piloti che rappresentano la squadra in pista. Tutti sanno che devono dare il massimo e sono coscienti di essere pedine fondamentali per ottenere il risultato.”

Ha parlato poi del Mugello, gara di casa del Team Toscano. “Credo sia la stessa sensazione che prova un brasiliano quando gioca al Maracanà”

Un ultimo pensiero sull’hospitality, che da questo Gran Premio di Jerez torneranno in “azione”.

“L’hospitality è l’espressione di una grande famiglia. Durante il week end di gara è bello socializzare. E’ ancora un ambiente molto vero, trasparente, familiare. Lo stress inevitabile per la corsa viene attutito da momenti di relax. Una sensazione da grande comitiva: ti sfidi in pista e poi ti ritrovi insieme a bere un bicchiere di vino la domenica sera. Un’atmosfera straordinaria.”

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