Superbike: I Campionati decisi all’ultimo round

Dal Qatar uscirà il nome del Campione del Mondo 2014: vediamo i precedenti

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Tom Sykes e Sylvain Guintoli arrivano all’ultimo weekend stagionale, al Circuit Losail in Qatar, separati da appena 12 punti: vediamo i precedenti nella storia in cui i piloti arrivarono a giocarsi il titolo con uno scarto di punti ridotto all’ultima corsa.

2009: alla vigilia dell’ultimo weekend di gara Noriyuki Haga conduce il mondiale con 10 punti di vantaggio su Ben Spies (436 contro 426): l’americano riesce a ribaltare la situazione in Algarve, vincendo gara uno e, complice una caduta di Haga, portarsi in testa alla classifica. In gara due gli è sufficiente un quinto posto per conquistare il mondiale.

2004: i primi tre della classifica mondiale, dopo il penultimo weekend ad Imola, sono separati da soli 13 punti: Regis Laconi a 295, James Toseland a 291 e Chris Vermeulen a 282. Nonostante giochi in casa, Laconi non ce la fa a contenere Toseland, che vince gara uno davanti ad Haga e lo stesso Laconi ed in gara due è terzo dietro ad Haga e Toseland. Il titolo va quindi all’inglese, per soli 9 punti su Regis.

2002: uno dei finali di mondiale che hanno fatto la storia della Superbike. Alla vigilia del weekend conclusivo ad Imola Colin Edwards ha un solo punto di vantaggio su Troy Bayliss. Bayliss le prova tutte, aiutato anche dal compagno di team Ruben Xaus, ma Edwards vince entrambe le gare dopo una lotta epica, assicurandosi il titolo con 11 punti su Bayliss.

1998: I primi tre in classifica, dopo il penultimo weekend di Assen, sono separati da soli sei punti: Troy Corser 328.5, Aaron Slight 328 e Carl Fogarty 322.5. Corser, dopo aver messo a segno la pole, è tuttavia costretto a dare forfait per una brutta caduta nel warm-up, che gli procura delle fratture alle costole e danni alla milza. Fogarty in entrambe le gare controlla Slight e vince il suo terzo titolo mondiale.

1994: Carl Fogarty ha 5 punti di vantaggio su Scott Russell alla vigilia dell’ultimo weekend di Phillip Island: vince gara uno mentre Russell ha problemi di gomme, gli stessi che si presenteranno in gara due, consentendo a Fogarty di controllare il suo avversario e vincere il suo primo titolo, dopo averlo perso l’anno precedente a favore dello stesso Russell.

1989: Stephane Mertens dopo le gare di Oran Park ha un vantaggio di soli tre punti su Fred Merkel, ed il titolo viene deciso nell’ultimo weekend di Manfeild, in Nuova Zelanda, in modo drammatico e spettacolare: in gara uno un disco freno anteriore di Mertens esplode, e la sua moto prende addirittura fuoco. Merkel vince e si presenta alla gara finale con 12 punti su Mertens, che, nonostante la suddetta caduta, prende il via e va a vincere, ma Merkel è terzo e vince il suo secondo titolo con 7 punti sul belga.

1988: nel primo anno del mondiale, ben quattro piloti sono racchiusi in una decina di punti alla vigilia del round finale: Davide Tardozzi è in testa a quota 86, Fred Merkel e Fabrizio Pirovano seguono a 83.5 e quindi Stephane Mertens a 75.5. La gara decisiva è a Manfeild e Tardozzi conquista la pole, con Merkel terzo in griglia e Pirovano settimo. Gara uno è bagnata e Tardozzi si trova in difficoltà con la sua Bimota: vince Merkel, Pirovano è secondo e Tardozzi solo quinto, staccato di cinquanta secondi dall’americano. Questo significa che, per gara due, i primi tre piloti sono racchiusi in due soli punti: Merkel 93.5, Pirovano 92, Tardozzi 91.5, mentre Mertens è tagliato fuori a quota 80.5. La pioggia smette poco prima di gara due, rendendo la scelta di gomme critica: Merkel e Pirovano optano per le gomme da bagnato, mentre la Bimota monta le slick sulle moto di Tardozzi e Mertens. E’ la scelta giusta, ma Tardozzi cade nel giro di schieramento e non prende la partenza. Il suo compagno di team Mertens vince la gara e Pirovano prova a sopravanzare Merkel ma, dopo aver montato le slick cade, lasciando il titolo all’americano.

Ritornando al presente, l’appuntamento è per le 19:00, ora italiana, con la Superpole, da cui si potrà trarre maggiori indicazioni in vista delle gare di domani: vedremo chi la spunterà tra Sykes e Guintoli.

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