Moto3 Jerez: Matteo Ferrari “Positivo aver visto la bandiera a scacchi, ma non sono soddisfatto”

Problemi alla frizione della Mahindra hanno rallentato in pilota del San Carlo Team Italia

Moto3 Jerez: Matteo Ferrari “Positivo aver visto la bandiera a scacchi, ma non sono soddisfatto”Moto3 Jerez: Matteo Ferrari “Positivo aver visto la bandiera a scacchi, ma non sono soddisfatto”

Matteo Ferrari ha visto per la prima volta quest’anno la bandiera a scacchi. Il pilota del San Carlo Team Italia non è comunque soddisfatto della sua venticinquesima posizione ottenuta a Jerez de la Frontera. Un problema alla frizione della sua Mahindra lo ha costretto due volta ad andare “lungo” e a dover quindi recuperare. A lui la parola.

“La nota positiva è che ho portato a termine la mia prima gara della stagione, ma non posso esser soddisfatto. Avevo un buon ritmo e lo testimoniano i riferimenti cronometrici sul passo, ma purtroppo sono stato penalizzato da un problema alla frizione. Per questo inconveniente sono andato due volte “lungo”, ho perso terreno dovendo ricominciare da zero la rimonta. Peccato perchè come tempi siamo sempre più vicini alla top-15 e, ne sono convinto, oggi almeno un piazzamento nei primi 20 poteva esser alla nostra portata. A parte questo problema, posso esser contento del fatto che questo fine settimana ho ritrovato la fiducia con la mia Mahindra: il feeling è cresciuto a dismisura rispetto alle precedenti gare, sentivo bene la moto in sella. Oggi ho dato il massimo per arrivare in fondo e voglio ringraziare tutta la squadra che ha lavorato benissimo.”

A Jerez era presente anche il suo team-mate Andrea Locatelli, questo nonostante l’infortunio riportato la settimana scorsa in Argentina. E’ voluto essere presente per far sentire la sua “presenza” alla squadra.

“Dopo il mio infortunio in Argentina ho pensato subito: a Jerez voglio esserci! Credo sia importante rimanere accanto alla squadra, che mi è sempre di supporto, per onorare il mio impegno con il San Carlo Team Italia e la FMI. Questo “stop forzato” ha comunque avuto un risvolto positivo, ho avuto la possibilità di osservare gli altri piloti e questo mi sarà sicuramente utile essendo io al mio primo anno di Motomondiale. Tutto sommato le cose negative possono trasformarsi in possibilità di crescita personale. Sono qui a Jerez de La Frontera anche per proseguire la terapia riabilitativa in Clinica Mobile; dopo l’incidente in Argentina si sono presi cura di me con tempestività e premura, qui tutti i giorni mi sottopongono alla magnetoterapia e mi tengono sotto controllo per aiutarmi a rimettermi quanto prima. A tutti i dottori della Clinica Mobile e al dottor Michele Zasa va la mia gratitudine per le cure che ho ricevuto.”

Leggi altri articoli in Moto3

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati