MotoGP: Termas de Rio Hondo, un circuito “tricolore”

Si correrà domenica in Argentina la terza tappa del motomondiale 2014

MotoGP: Termas de Rio Hondo, un circuito “tricolore”MotoGP: Termas de Rio Hondo, un circuito “tricolore”

Il Circuito di Termas de Rio Hondo (prossima tappa del motomondiale 2014) è stato progettato con gli “utenti in mente”. E’ stata infatti calcolata la loro sicurezza con un sistema software progettato da Jarno Zaffelli, adottato de facto dalla FIM (e approvato dalla FIA attraverso le omologazioni ricevute) e certificato da Dekra.

Per la prima volta le curve sono state valutate e disegnate per evitare raffreddamenti troppo pronunciati su un lato, ed è la prima volta che si hanno 4 curve inedite nel panorama mondiale, che inducono errori percettivi e traiettorie multiple senza aver bisogno di ricorrere alla “staccatona”.

E’ stato inaugurato ufficialmente a maggio 2008 con una gara del Campionato Argentino di Vetture Turismo. Nel 2012 ha subito una serie di lavori di ricostruzione, ristrutturazione e prolungamento con l’intenzione di farlo diventare il circuito più moderno, sicuro e spettacolare dell’America Latina. La sua lunghezza è 4.806 metri, contiene un totale di 14 curve, cinque delle quali a sinistra e nove a destra, e il rettilineo principale misura poco più di un chilometro.

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1 commento
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    ligera

    23 aprile 2014 at 17:27

    Sono proprio curioso di vedere cosa accadrà su questo circuito.

    A quanto detto dal progettista ha cercato di “ingannare” i piloti, inserendo trappole “percettive”, cioè passaggi in cui, gli errori di percezione sono voluti e sembra essere davvero una pista di difficile interpretazione.
    Come prova, ha chiesto a 3 piloti di tracciare, camminando la linea ideale che raccorda le curve 9, 10 e 11.
    Ogni pilota ha dato la propria interpretazione della pista, scegliendo le personali traiettorie, ma giunti all’ultima delle 3 curve in esame, la n° 11, si sono accorti tutti di avere sbagliato traiettoria sin dalla prima curva.

    Spero ci faccia divertire e, sopratutto, spero che le gomme riescano a tenere duro sino al termine della gara.

    Così a prima vista, sembra essere davvero bello, con variazioni altimetriche, una curva in contropendenza e, se ho notato bene, il rettilineo più lungo (che non è quello di partenza), è in salita.
    Oltre alla novità del circuito, c’è da considerare anche le “trappole percettive”, la conformazione di ben 4 curve, diverse da quelle presenti sugli altri circuiti del motomondiale, curve in contropendenza e rettilineo lungo che, da quanto si legge nel disegno, potrebbe portare i piloti a toccare i 340 Km/h.
    Tutto questo condito dall’incertezza sugli pneumatici che non saranno bimescola come quelli usati nel precedente circuito.

    In bocca al lupo a tutti i piloti.

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