Superbike: Lowes davanti a tutti nei test di Portimao

La new entry del Mondiale stampa il miglior tempo nell'ultima giornata di test

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Test molto positivi quelli che si sono conlcusi ieri a Portimao per il Team Voltcom Crescent Suzuki, che ha visto i suoi piloti stampare ottimi tempi in pista. 

In particolare ha impressionato la prova del debuttante nel Mondiale Alex Lowes, capace di far segnare il miglior tempo in pista, 1’42”5, avvicinandosi molto al record di Tom Sykes.

Nonostante una caduta sul finale, che ha costretto lui e gli altri piloti ai box per l’olio perso dalla sua GSX-R 1000, Lowes lascia Portimao con la consapevolezza di poter essere uno dei piloti più veloci per la prossima stagione.

Alle sue spalle si è piazzato il compagno di squadra Laverty: il suo 1’42”6 dimostra come le modifiche fatte sulla moto, soprattutto al pacchetto elettronico, stiano funzionando.

Per quanto riguarda gli altri team impegnati, Ducati, Honda e Aprilia partono dal Portogallo soddisfatte del lavoro svolto e dei miglioramenti visti in pista, che hanno avuto anche buoni riscontri sui tempi.

Jonathan Rea sembra aver migliorato il feeling con l’elettronica della sua Honda, mentre Melandri ha lavorato moltissimo sul set up della sua Aprilia, riuscendo forse a trovare la soluzione più adatta al suo stile di guida.

Anche la Panigale sembra aver fatto passi avanti, nonostante quei 4 decimi di distanza da Lowes: Giugliano era comunque confidente di poterli colmare se non fossero state esposte le bandiere rosse (per l’olio in pista).

Ancora indietro rispetto agli altri il team MV Agusta, che deve affinare la F4 soprattutto per quanto riguarda l’elettronica e il ride-by-wire. Per Claudio Corti c’è ancora molto lavoro da fare in vista dell’inizio del campionato.

Di seguito i tempi (ufficiosi) fatti segnare ieri dai piloti in pista:

1. Alex Lowes (Suzuki) 1’42”5
2. Eugene Laverty (Suzuki) 1’42”6
3. Davide Giugliano (Ducati) 1’42”9
4. Jonathan Rea (Honda) 1’42”9
5. Marco Melandri (Aprilia) 1’43”1
6. Chaz Davies (Ducati) 1’43”2
7. Leon Haslam (Honda) 1’43”3
8. Sylvain Barrier (BMW EVO) 1’44”0
9. Claudio Corti (MV Agusta) 1’44”5
10. Alex Hofmann (Aprilia) 1’45”0
11. Jeremy Guarnoni (Kawasaki EVO) 1’45”3

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1 commento
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    ligera

    23 gennaio 2014 at 12:01

    Finalmente l’astinenza è giunta al termine, si sta cominciando a sentire odore di competizioni.

    A Portimao, la SBK ha dato l’avvio ai giochi, anche perchè fra poco più di un mese, si cominci, SI COMINCIA.

    Tutti alle prese con novità, adattamenti, prime prese di contatto con moto nuove ecc, e la Ducati non fa eccezione. L’articolo, giustamente, da risalto a Lowes, che, appena arrivato ha già messo in fila tutti, in sella alla Suzuki che, già dall’anno scorso, aveva dato nuovi e promettenti segnali.

    Io, da tifoso Ducati, mi soffermo sulla rossa e comincio col dire che Giuliano ha fatto segnare un tempo di ben 9 decimi migliore del tempo fatto segnare in gara da Checa.
    Naturalmente, si deve tenere conto di tutti gli aspetti e di tutte le differenze che hanno portato alle prestazioni in esame, ma anche senza scendere nel dettaglio della questione, un miglioramento così ampio, raramente si vede, sopratutto poi se questo miglioramento non è seguito da miglioramenti altrettanto importanti degli altri “competitor”. La posizione in classifica di queste prove, fa sperare molto bene la Ducati Panigale e, nella speranza che non si tratti di un “fuoco di paglia”, come lo fu la prima gara dello scorso campionato, i tifosi della rossa sono colmi di nuove speranze.

    Cosa abbia portato a questo avvicinamento e, se questo avvicinamento ai migliori, sarà confermato nell’arco della stagione, è difficile da dire, ma io tenderei ad escludere interventi significativi di Dall’Igna.
    Questo mi fa pensare che le potenzialità della moto fossero presenti già l’anno scorso e che una sfortunata serie di circostanze, abbia impedito ai piloti di potere trarre il meglio dalla moto.
    Fin dalla pubblicazione della notizia, ho avuto in ampia considerazione la struttura di Battà che si è preso in carico le Ducati, ma forse l’inesperienza sul mezzo, le discordie nate tra Ducati e Battà per l’indirizzo da dare allo sviluppo, hanno portato un anno di veri patimenti per noi tifosi della rossa.
    L’anno orribilis (è corretto in latino?) è finito e da come si stanno mettendo le cose, pare proprio che non si ripeterà. Con questo non sto affatto dicendo che la Ducati tornerà in vetta alle classifiche, ma almeno, la speranza tratta da questi test, ci fa sperare in un anno di lotte.

    Vai Ducati, questo è il primo seme della riscossa Rossa e chissà che l’entusiasmo “organizzato” possa essere trasmesso alla Rossa in MotoGP.

    Complimentoni a Giuliano per la nuova aria fatta respirare alla Ducati, se prima ci si doveva sorbire l’aria piena di gas di scarico di tutte le moto che la precedevano, adesso sembra già più limpida e più respirabile.

    I problemi però sono ancora intatti, mancano cavalli rispetto alle 4 cilindri e questo è un handicap molto importante che può decidere l’andamento di un intero mondiale.
    Speriamo che riescano a “spremere” quanto più possibile e che, nei prossimi anni, il regolamento “aiuti” la Rossa, portando la SBK più vicino alle moto di serie dei concessionari.
    In questa configurazione (SuperStock), la Ducati ha dimostrato di non essere seconda a nessuna altra moto.

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