MotoGP: Shuhei Nakamoto “Dobbiamo migliorare la percorrenza della curva”

Il vice-presidente esecutivo di HRC ammette la superiorità della Yamaha in quel settore

MotoGP: Shuhei Nakamoto “Dobbiamo migliorare la percorrenza della curva”MotoGP: Shuhei Nakamoto “Dobbiamo migliorare la percorrenza della curva”

Nonostante il titolo vinto con il rookie Marc Marquez, con tanti record infranti, in casa Honda si pensa solo a migliorare. Shuhei Nakamoto (vice-presidente esecutivo di HRC) ha infatti individuato un’area in cui gli uomini della casa dell’ala dorata devono lavorare. Si tratta della percorrenza di curva, un punto forte della Yamaha e soprattutto di Jorge Lorenzo. Uno dei punti di forza della Honda nel corso del 2013 è stata invece la sua stabilità in frenata.

“La Yamaha ha più velocità in curva e questo è chiaro. Ma in frenata la Honda è più forte e riesce a rendera la curva più “breve”, ma questa è una caratteristica della moto – ha detto Nakamoto a MCN – Per più di 30 anni, in HRC hanno cercato di fare una moto come la Yamaha. Anche la loro 500cc a due tempi era migliore della Honda dal punto di vista telaistico e lo è tutt’ora. Stiamo cercando di migliorare, ma non è facile, ma questa è la più grande differenza tra le due moto. Faremo tutto per migliorare questa zona, tra cui telaio, forcellone, ed elettronica. Nel 2009 il nostro punto debole era chiaramente la stata stabilità in frenata. Ci siamo concentrati su questo e ora la stabilità in frenata è simile a loro. La Honda è invece meglio della Yamaha in stabilità, in frenata. Eppure la velocità in curva della Yamaha è molto, molto più alta. Questa deriva dall’aderenza dei pneumatici. In alcuni punti la Yamaha ha grip rispetto alla Honda. Non è solo Lorenzo ad essere più veloce ma lo sono stati anche Rossi e Crutchlow.”

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6 commenti
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    pedrosalorenzoboileds

    3 Dicembre 2013 at 14:21

    sto musogiallo ne spara di minchiate!

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    Ronnie

    4 Dicembre 2013 at 11:20

    Molto molto molto molto molto molto piu’ veloce in percorrenza, saranno 0.1-0.5km/h ahah e nemmeno su tutte le curve :)

    E poi che ti aspetti se fai una moto che frena tardissimo, piega tantissimo, punta alla corda, si rialza e apre prestissimo e di nuovo tantissimo, vui anche che mantenga la stessa velocità di una moto che fa una traiettoria meno spigolata :)

    Diciamo che come diceva Lorenzo la Honda può migliorare un pochettino nelle curve di 3-4-5 marcia in percorrenza, solo quelle per il resto è già avanti in tutto, è la Yamaha quella più indietro :)

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    ligera

    5 Dicembre 2013 at 15:51

    Non è questione di quanto si possa guadagnare sul giro singolo, ma è come loro vogliono lavorare.
    Stanno pensando ad una moto in grado di sopravanzare la concorrenza in ogni aspetto della pista.
    Non stanno pensando di migliorare ciò che già funziona, ma vogliono raggiungere i rivali proprio lavorando sul “Loro” punto di forza.
    Questo sistema, non da scampo, sopratutto se ragioniamo sugli aspetti “classici” di una moto.
    Come dice bene Shuhei Nakamoto, lavoreranno in particolare su telaio, forcellone, ed elettronica.

    Come si potrà fare per batterli?
    Se riusciranno ad ottenere il loro obiettivo, cioè, trovare la strada che da 50 anni gli sfugge, la vedo molto cupa per tutti, anche perchè, attualmente dispongono di due campioni al manubrio delle loro moto factory.

    Quando sento queste affermazioni, troppo concrete, sia per la storia della Honda, che per la disponibilità di mezzi e uomini, mi tornano alla mente le parole di Filippo Preziosi, dette ormai millemila anni fa e che, sempre più spesso, ci si dimentica, vuoi per campanilismo, vuoi perchè non si pensa alla disponibilità economica dei 2 colossi.
    Filippo Preziosi chiarì che per battere le due grandi case, si devono percorrere strade nuove, diverse da quelle ormai consuete.

    Si è dimostrato grandissimo profeta.

    Sarà durissima, per Dall’Igna, recuperare terreno, o meglio, recuperare quello che serve per riuscire a giocarsela, come accadeva un tempo, perchè, come è palese a tutti, una moto ottima, ti fa lottare per le posizioni a ridosso del podio, per giocarsi il podio, occorre una moto ottima guidata da un pilota ottimo e purtroppo (non me ne vogliano Cal e Dovi), i piloti della Rossa non si possono paragonare con quelli di Honda e quello della Yamaha (chiarisco la differenza).

    Se davvero Dall’Igna riuscirà nell’impresa di “sfornare” una Ducati ottima, il massimo che si potrà vedere è una lotta con Valentino, Bautista, Bradl, Smith ed Espargaro.
    Inutile ribattere che per arrivare a podio, occorre un pilota che al momento non si è ancora dimostrato tale.

    Ricordate che nel suo piccolo, la Ducati vinse un titolo oltre ad un gran numero di vittorie.
    Vero che l’anteriore era ballerino, ma Hayden, nel 2010 ha ottenuto un gran numero di quarti posti, segno che la moto, con tutte le sue novità e le sue strade appena abbozzate, era comunque una moto competitiva. La honda non avrebbe potuto certo confrontarsi con una moto così diversa nelle caratteristiche, invece, con la Yamaha che è simile, ha la possibilità e i mezzi per agire come sta facendo e per la concorrenza sarà sempre più dura.

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      mugello

      5 Dicembre 2013 at 19:04

      quoto, concordo ed aggiungo che il telaio yamaha da sempre è migliore di tutti e non di poco.

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        fatman

        5 Dicembre 2013 at 20:09

        …vero, anche io rimpiango la mia R1 supermodificata…rasentava la perfezione, soprattutto nel medio veloce…anche se innamorato della Kawa ammetto la sqperiorita’ Yamaha, almeno per l’utente medio…

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        bcs

        8 Dicembre 2013 at 10:50

        Aveva la ciclistica migliore anche quando sulle sue moto ufficiali montava la ciclistica usatdai team satelliti ?

        Visto che sicurmaente consideri quello che scrivo delle frottole, chiedi a Rob.

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