La rivalità tra Valentino Rossi e Max Biaggi

La rivalità tra Valentino Rossi e Max BiaggiLa rivalità tra Valentino Rossi e Max Biaggi

Nella vita, prima o poi, capita a tutti di confrontarsi con un rivale. Nel gioco, nel lavoro, in amore. Una vita senza un rivale significa non riuscire ad trasformare la propria esistenza in una sfida, una strada pianeggiante dove tutto è prevedibile e la noia recita un ruolo predominante. L’etimologia di rivale identifica come nell’antichità non si riuscisse ad esercitare il diritto di sfruttare a proprio piacimento l’acqua di un ruscello dalla propria “riva”, creando di fatto la prima… rivalità nel mondo a noi conosciuto. Nello sport i confronti sono all’ordine del giorno, è l’emblema di affermarsi al top nella propria disciplina, ritenersi il migliore contro tutto e tutti. Il raggiungimento di un obiettivo in una contesa non può passare se non attraverso la sfida con qualcuno, degno pretendente di qualcosa che vorresti ti appartenga di diritto. Lo sport è una scienza esatta: il più forte, vince. Teoria al di fuori dell’astrazione, contributo che offre al Motociclismo, mediante lo strumento freddo ed insindacabile rispondente al nome di cronometro, la propria ragione di esistere.

Al di là del cronometro le rivalità motociclisticamente parlando hanno tutta la ragione di esistere. In un mondo odierno fatto di parole e di un continuo conflitto con noi stessi e con gli altri, la rivalità propone un viaggio per chi ne è diretto protagonista e per chi vuole seguire la vicenda da vicino. Rivalità è spettacolo, rivalità nelle due ruote è poesia a 300 orari. L’emozione di una gara, l’attesa per l’evento, la gioia della vittoria e la delusione per una sconfitta. Semplicistiche teorie elevate al fatto inconsutile, tutto d’un pezzo del confronto tra Valentino Rossi e Max Biaggi. Quasi un decennio ormai di parole, fatti, risse sfiorate, gare irripetibili.

Si dice che Coppi senza Bartali non sarebbe stato il Coppi che conosciamo. Stesso possiamo dire di Senna con Prost. Senza se e senza ma, questi quattro esponenti dello spaccato sportivo di mezzo secolo sarebbero comunque entrati nella leggenda nonostante l’assenza dei propri storici rivali. Va però detto che come per gli esempi appena citati Valentino Rossi non avrebbe dato lustro ai propri successi sportivi senza Max Biaggi e viceversa. Non si sono mai amati, si sono odiati, ma un fatto indiscutibile li rende protagonisti: il rispetto. Difficile sentirlo dalla loro viva voce, ma Valentino e Massimiliano si rispettano. Per quel che hanno rappresentato, perchè al di là della propria riva c’era una vittoria, un titolo da conquistare in un momento in cui due italiani si trovavano a confronto come mai prima d’ora, in acque tutt’altro che stagnanti.

Dieci anni di rivalità racchiusi, per noi, in otto episodi significativi. Ce ne sarebbero 100, 200, molti di più, ma l’essenza è racchiusa in otto capitoli tutti significativi, con una particolare sostanza al proprio interno. Questo a pochi giorni dall’indifferenza vissuta da entrambi nel ritrovarsi alla Premiazione dei Caschi d’Oro di Motosprint, a pochi mesi dall’inizio dei nuovi campionati, con Valentino Rossi timoniere dalla MotoGP e Max Biaggi capitano al debutto dello schieramento Superbike. Alla luce del pubblico i favoriti, lo stesso pubblico che in questi dieci anni ha reso, indirettamente, il motociclismo uno sport di massa.

Mugello 1997: l’inizio

Siamo al Mugello, anno 1997, teatro di gare epiche e dell’inizio ufficiale della rivalità Rossi/Biaggi. Gara della 125cc, Valentino vince e per festeggiare, preventivamente organizzato dal proprio fans club, realizza un giro di pista con una bambola gonfiabile. Cosa avrà voluto dire? Semplicemente una sottile presa in giro, uno “sfottò” nei confronti di Biaggi, che si atteggiava nel paddock in compagnia di gentili donzelle dello spettacolo (Anna Falchi per l’appunto). Da quel momento seguirono numerose dichiarazioni con Rossi protagonista: “Io il Biaggi della 125? Casomai lui è il Rossi della 250…”, bissato con “La sua moto è superiore, lo si vede chiaramente anche se non corro nella sua stessa classe. Lo seguivo con piacere nel 1994, poi dal 1995 Biaggi non mi piace più: sta lottando contro Waldmann, cercate di capirmi…”. Insomma, la rivalità può avere inizio.

Suzuka 2001: la gomitata ed il dito medio alzato…

Primo appuntamento del Motomondiale 2001, ultima stagione per le 500cc prima del ritorno dei 4 tempi. Valentino Rossi e Max Biaggi indiscussi favoriti, la gara recita a loro favore, chiusa rispettivamente con il primo e terzo posto. A destare però l’attenzione mediatica è l’accaduto verso metà gara: Rossi esce più forte dall’ultima chicane, tenta di affiancare all’esterno Biaggi che chiude la porta allargando il braccio sinistro, anche se oggettivamente non c’era spazio per un sorpasso. Valentino rischia il volo, ma al passaggio successivo riuscirà a passare il rivale e subito dopo lo ringrazierà con un evidente dito medio alzato nei suoi confronti. Nel dopo-gara si scatena il putiferio con alcune dichiarazioni… Rossi esordisce con: “Biaggi mi ha dato una bella sportellata… No, quello non era un saluto, la mia mano era chiusa in questo modo (potete immaginare come, ndr)…”. Risponde Max: “Non c’era intenzionalità in quel gesto, la mia è stata una manovra istintiva per proteggermi, lì non poteva passare. Se ci fossimo toccati veramente tutti e due ci saremo ritrovati a terra, non solo lui… Di queste cose ne succedono ogni weekend, ma non viene dato il giusto peso da voi giornalisti…”
La risposta arriva dalla Federazione Motociclistica Italiana, che apre a sorpresa nella personalità del procuratore Antonio de Girolamo un fascicolo sulla condotta dei due piloti italiani. Questo scatena una diatriba nella Federazione Internazionale, con il Presidente Zerbi che resta “Sorpreso da questa presa di posizione della FMI: facciano quello che vogliono, ma non hanno alcun potere decisionale”. Tutto fortunatamente viene stemperato prima della successiva gara di Welkom, con il responsabile della sicurezza Paul Butler che assicura tutti affermando “Con i piloti ho già parlato a Suzuka, la questione si è chiusa lì e non è intenzione della FIM tornare sull’accaduto”. Gli fanno eco Rossi (“Non ho capito l’intervento della FMI, per questo non ho letto i giornali e ho staccato dal mondo in questi giorni: non voglio alimentare ulteriori polemiche, anche se rifarei tutto”) e Biaggi (“Per me la cosa si è conclusa pochi minuti dopo la conferenza stampa, dove ho cercato più che altro di difendere la mia posizione sull’accaduto, nulla più”).

Barcellona 2001: lo scontro verbale (e fisico)

Probabilmente l’apice della rivalità. Gran Premio di Catalogna, Barcellona, 17 giugno 2001. Trionfo tutto italiano con Valentino Rossi, Max Biaggi e Loris Capirossi nell’ordine a monopolizzare le prime tre posizioni, ma quel che succede nella scala che introduce al podio resterà nella storia. Posto stretto, ci passano sì e no due persone affiancate. Lo spazio non c’è, Max Biaggi passa accanto a Valentino Rossi e urta Gibo Badioli (manager storico del “Dottore”), al quale cadono a terra gli occhiali. Badioli spintona il romano, che replica senza problemi, mentre Valentino non si fa pregare a dire “Cazzo fai idiota?”. Biaggi gli risponde “Brutto coglione vieni su”. Si arriva al contatto, si sfiora una rissa da stadio, Burgess e diversi componenti del team Yamaha separano le “teste calde” e la cosa sembra finire lì. Sul podio i due si ignorano, Zerbi si rifiuterà di consegnare a loro i premi. Rossi e Biaggi successivamente tentano di spiegarsi…
Max: “Bella gara!”
Valentino: “Anche te, bravissimo, però sono incazzato…”
Max: “C’è ancora qualcos’altro?”
Valentino: “Dimmi cosa ti ho fatto?”
Max: “Mi dispiace, il tuo manager…”
Valentino: “Io non ho visto niente, sono arrivato, tu mi hai detto “Brutto coglione vieni su”, sono venuto e tu mi sei saltato addosso, cosa vuoi da me?”
Successivamente alla stampa cercheranno di minimizzare l’accaduto…
Max: “Tutto è nato da persone che non avevano diritto di trovarsi in quel momento nella scala che porta al podio… E’ uno spazio stretto, sfiorarsi è un attimo… E’ stato un episodio spiacevole, sono amareggiato, c’è stato un momento di tensione con Rossi, non voglio aggiungere altro”
Valentino: “E’ successo tutto in un attimo… Stavo parlando con Gibo quando è arrivato Biaggi e mi ha spintonato… C’è stato un po’ di nervosismo ma dopo ogni gara c’è sempre tanta tensione in noi… No, non siamo arrivati alle mani, è stata ingigantita la cosa..”

Assen 2001: la Tregua?!?!?

Le parole del Presidente della Federazione Internazionale Zerbi (“O si calmano o li faremo calmare”) hanno avuto un immediato seguito nel post-Barcellona. Nella conferenza stampa di presentazione al Gran Premio di Assen, nella giornata di mercoledì 27 giugno 2001, i duellanti Max Biaggi e Valentino Rossi si stringono la mano per un’immagine che ha fatto il giro del mondo. Fotografie di rito, dichiarazioni “spontanee” e congiunte come “La polemica di Barcellona per noi è finita, siamo diversi, ci accomuna il fatto che corriamo nella stessa classe e nient’altro”. Punto. Fine. Ancora per poco…

Estoril 2001: Rossi: “Biaggi? Un idiota!”

Estate 2001: Biaggi vince al Sachsenring, Rossi è settimo, il Motomondiale si ferma per un mesetto e poco più per le solite vacanze, con i due praticamente alla pari in classifica. Valentino, tuttavia, si presenta alla 8 ore di Suzuka: vince e pochi giorni più tardi prova anche la RC211V 4 tempi, non senza affermare “Ma la Honda cosa mi fa provare la MotoGP?!? Dobbiamo pensare a questa stagione, Biaggi è forte, la Yamaha ha recuperato e al momento è davanti”. Si arriva dunque a Brno, il romano è super-favorito ma in gara vola a terra. Battuta d’arresto che vale… doppio, visto che a Estoril si ripete l’accaduto. Rossi è avanti adesso di 43 punti in campionato, e in un’intervista ad un settimanale portoghese alla domanda “Cosa ne pensi di Max Biaggi?” risponde con “Un idiota!”.

Donington 2002: “Tentato omicidio” di Biaggi su Rossi?

Nell’anno dello strapotere di Valentino Rossi e della sua debuttante Honda RC211V, si arriva a Donington Park. Vince, ovviamente, Valentino, ma nel dopo-gara si scatena l’inferno. Rossi si siede di traverso sulla sua moto, fa per salutare il muretto box, quando da una prima immagine televisiva sembra che Max Biaggi gli passa vicino ad elevata velocità. Rossi si… spaventa un po’, e nel dopo gara al microfono di Paolo Beltramo dichiara: “E’ andato tutto bene, l’unica paura è arrivata poco dopo il traguardo, quando stavo procedendo lentamente per festeggiare e Biaggi mi è passato vicino molto velocemente… Biaggi è solito fare queste stronzate, evidentemente gli tira il culo arrivare dietro ogni domenica!!”. Sul podio i due si ignorano, ma nelle interviste successive Biaggi afferma “Ho messo paura a Rossi? Quando? Sul traguardo gli son passato vicino? Riguardate le immagini, non è andata così, io stavo tirando perché c’era Barros dietro che stava andando forte e non volevo perdere il secondo posto, non so dove sia uscita fuori questa cosa”. Più tardi Valentino cambia la propria visione dell’accaduto “Vorrei scusarmi con Biaggi, se è vero che non l’ha fatto apposta ci credo, mi son comunque preso un bello spavento”.

Motor Show 2003: ennesima provocazione?

Premiazione dei Caschi d’oro di Motosprint, Hotel Carlton di Bologna. Max Biaggi sale sul palco, inizia a parlare della sua stagione, quando ad un certo punto dal tavolo di Valentino Rossi qualcuno (che sarà identificato successivamente in Alessio “Uccio” Salucci) spontaneamente esplode in una risata. Biaggi si ferma ed esclama: “Che ridi?”. Valentino non risponde, guarda malamente “Uccio” e la cosa finisce qui. Si è rischiato l’ennesimo patatrac diplomatico, ovviamente ingigantito dalla stampa nazionale…

Welkom 2004: la gara del secolo

Valentino Rossi passa alla Yamaha, Max Biaggi resta alla Honda seppur in qualità di “cliente” schierato da Sito Pons. Un inverno di attesa ci porta a quella che per la totalità degli appassionati resta la gara più bella degli ultimi anni: Welkom, Sud Africa, 18 aprile 2004. Dal primo all’ultimo giro un duello testa a testa tra Valentino e Max, Rossi Vs Biaggi, Yamaha contro Honda. Sorpassi, controsorpassi, tutto nel massimo della correttezza, emblema dello sport motociclistico. Vincerà ancora Rossi, ma poco importa: quel che resterà nella storia è questo magico duello, ma soprattutto la stretta di mano tra i due poco dopo aver tagliato il traguardo.

Ecco, vorremmo che questo fosse l’epilogo della rivalità tra Max Biaggi e Valentino Rossi. Sarebbe bello che i due la smettessero di ignorarsi ogni volta, di tirare in ballo discorsi vecchi, obsoleti, inutili. Siete stati, e lo sarete ancora a lungo, i massimi esponenti di questo sport. Stringetevi la mano, in coro esordite con “Sei un grande”. Senza però due secondi più tardi ribattere con “Sì, ma io di più!”.

Alessio Piana

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