La credibilità dei piloti Yamaha è a rischio….

La credibilità dei piloti Yamaha è a rischio….La credibilità dei piloti Yamaha è a rischio….

La credibilità dei piloti Yamaha è a
rischio



Durante il secondo test precampionato della Motogp svoltosi a Phillip Island,
Valentino Rossi ed il suo team hanno nuovamente raccolto indicazioni
interessanti sullo sviluppo della M1; una moto che almeno nelle mani del campione
del mondo continua ad apparire meno scorbutica e “lenta” rispetto
a quanto le lamentele degli altri piloti ufficiali lasciano intendere.


Ancora una volta, senza cadere nella tentazione del giro “ad effetto”
con pneumatici da qualifica e serbatoio quasi vuoto, Valentino Rossi ha seguito
la tabella di marcia decisa con il team testando efficacemente il nuovo motore
a scoppi irregolari (ad oggi meno potente del precedente ma più guidabile)
e verificando i tempi necessari per adattare la M1 ad una pista differente,
ovvero individuare un assetto base da utilizzare nei diversi circuiti del mondiale.
Al termine dei tre giorni il campione del mondo si è detto soddisfatto
(miglior crono 1’30″76): durante la simulazione di gara ha abbassato il
miglior riferimento 2003 Yamaha di ben venti secondi e per la prima volta ha
espresso dei commenti indiretti anche nei confronti dei compagni di marca “(…)
alla pista deve adattarsi soprattutto il pilota, poi la moto“. Analizzando
i tempi realizzati dagli “altri”, Carlos Checa ha girato costantemente
ad oltre un secondo dai riferimenti di Valentino e senza mai raggiungere l’1’30″
(miglior crono 1’31″80). Poco meglio è andata a Marco Melandri frenato
dai dolori alla spalla e fermatosi ad 1’31″74.


A due mesi dall’inizio del mondiale benché nessun dirigente Yamaha accenni
alla situazione piloti, è evidente che la credibilità dei colleghi
di Rossi è in discussione. Checa e Melandri, il primo soprattutto,
per anni ha rappresentato un punto di riferimento nello sviluppo delle moto
anche durante “l’era” Biaggi ed oggi non riesce ad avvicinare
le prestazioni del campione del mondo; a Sepang, al debutto assoluto di Valentino
con la M1, per bocca del suo manager, Carlos si è lasciato sfuggire “(…)
questo è davvero un fenomeno; nonostante siano dei test la sua intensità
mentale è totale, neanche si trovasse nell’ultimo turno di qualifiche
di un granpremio
“.

Lo stesso Davide Brivio (D.T. Yamaha) al termine dei test malesi ha lasciato intendere
che nei box Yamaha il clima è confuso: da una parte il team riceve indicazioni
confortanti, i tempi arrivano e lo sviluppo della moto sembra aver imboccato
la strada giusta; dall’altro, Checa, Melandri e Abe continuano a lamentare i
problemi di sempre e cosa peggiore, girano costantemente su tempi eccessivamente
distanti dai crono realizzati da Vale Rossi.


Se il campionato dovesse confermare i valori attuali è certo che la
posizione contrattuale di Checa ed Abe sarà a rischio (Melandri è
alla sua seconda stagione ed ha mostrato margini di miglioramento consistenti
proprio lo scorso anno a Phillip Island); la dirigenza Yamaha potrebbe infatti
ridimensionare gli ingaggi dei due se non addirittura, puntare su nuovi piloti
“svezzandoli” accanto ad un riferimento come Valentino Rossi.



Pierpaolo Pani

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