La Tecnica della Ducati MotoGp….

MOTOGP – ASPETTI TECNICI
Nel corso degli ultimi tre decenni, Ducati ha dimostrato al mondo la sua maestria
nella costruzione di moto da corsa a quattro tempi performanti e vincenti. Moto
italiane che hanno conquistato vittorie nei circuiti internazionali, in tutte
le discipline sportive derivate dalla serie: dal Mondiale Superbike ai TT di Formula
Uno e dal Mondiale Supersport alle gare di Endurance.

Dai primi anni settanta Ducati non ha più disputato GP perché
per molti anni la classe 500 è stata dominata da mezzi a due tempi, che
non hanno alcuna somiglianza con le stradali a quattro tempi vendute da Ducati.
Quest’anno, pur confermando l’impegno in Superbike, la casa di Borgo
Panigale si prepara a un grande ritorno, partecipando con il Ducati MotoGP Team
al Campionato del Mondo MotoGP per prototipi a quattro tempi.

“La filosofia del progetto Ducati Desmosedici – afferma Filippo
Preziosi, Direttore Tecnico Ducati Corse – è rappresentata dalla
totale integrazione tra motore, telaio e pilota. Un concetto fondamentale, che
ci ha guidati dal momento stesso in cui abbiamo deciso di affrontare questa
nuova sfida. La moto rappresenta un’evoluzione importante rispetto alle
Ducati Superbike ed è frutto di nuove tecnologie progettuali che hanno
permesso di lavorare in modalità virtuale, ottimizzando i tempi e ottenendo,
subito, risultati significativi. Ducati crede moltissimo in questo progetto
che ci permetterà di crescere ulteriormente e di trasferire nuove tecnologie
a prodotti di serie sempre più affidabili, performanti e divertenti.”

Lo scorso anno, le regole sono cambiate per dare priorità alle quattro
tempi trasformando il Campionato del Mondo Classe 500 nel Campionato MotoGP.
Ducati, le cui moto stradali continuano a beneficiare dei successi ottenuti
nel Mondiale Superbike, ha subito compreso che la MotoGP poteva offrire un’ulteriore
occasione per testare tecnologie innovative e d’avanguardia.

Inizialmente, i tecnici Ducati MotoGP (un gruppo di appassionati ingegneri
dell’età media 28 anni) hanno preso in considerazione la creazione
di un ‘super-twin’ MotoGP, un prototipo di bicilindrico a V di ultima
generazione, per approfittare dei regolamenti tecnici che consentono di sfruttare
il vantaggio delle moto bicilindriche in termini di peso rispetto alle quattro,
cinque e sei cilindri. Studi approfonditi, tra cui numerose simulazioni al computer,
hanno però indicato che un motore a due cilindri avrebbe faticato a produrre
l’immensa quantità di cavalli necessaria (circa 220 CV di potenza),
senza aumentare eccessivamente i giri. Un bicilindrico avrebbe dovuto girare
a 18.000 g/m, richiedendo perciò una corsa brevissima e un alesaggio
molto grande, con i conseguenti possibili problemi di combustione.

Ducati ha deciso per un motore V4 completamente nuovo, che riprendesse la
tradizionale configurazione dei suoi motori bicilindrici a L di 90°, e il
comando delle valvole desmodromico. E’ stata questa dunque la nuova strada
intrapresa, che associa tradizione ad innovazione. Il motore è stato
chiamato Desmosedici perché dispone di 16 valvole comandate secondo il
sistema desmo, un fattore chiave nella conquista di così tante vittorie
in pista da parte della casa.

Anche la sperimentata configurazione della V a 90° offre vantaggi che hanno
contribuito ai successi sportivi di Ducati. Questa disposizione dei cilindri
garantisce l’equilibrio intrinseco del motore, importante per un propulsore
che gira fino a 18.000 g/m, con vibrazioni minime, migliorando efficienza meccanica
e affidabilità.

Il sistema desmodromico, progettato per Ducati dal mitico Ingegnere Fabio Taglioni,
utilizza bilancieri sia per chiudere che per aprire le valvole, e ne consente
un funzionamento particolarmente preciso a qualsiasi regime. Questo tipo di
distribuzione inoltre, rispetto a quelli tradizionali, in particolare quelli
pneumatici, da luogo ad una perdita di potenza minima, soprattutto ai regimi
medio-bassi del motore, rispetto ad altri sistemi di distribuzione.

Per i primi test Ducati Corse ha realizzato due versioni del motore Desmosedici,
una con scoppi a intervalli regolari e l’altra con cilindri accoppiati
a scoppio simultaneo. Tuttavia è subito emerso che questa ultima versione
sottoponeva i componenti ad eccessive sollecitazioni, così si è
optato per la configurazione tradizionale.

Il motore Desmosedici viene gestito da un nuovissimo sistema di alimentazione/comando
motore a CPU Magneti Marelli, che associa le massime prestazioni al consumo
ottimale di carburante. Alla grande esperienza Ducati in questo campo, si affianca
quella di Shell, prestigioso partner nella ricerca di un costante miglioramento
delle performances.

Ducati ha sempre puntato all’eccellenza nelle prestazioni anche con scelte
originali e coraggiose, come il telaio delle sue moto. Mentre gli altri costruttori
corrono con diverse varianti del telaio a travi di alluminio, la Desmosedici
è dotata di telaio traliccio in tubolare d’acciaio, simile a quello
utilizzato con grande successo nel Mondiale Superbike. Questo garantisce un’eccellente
rigidità, ed elimina il ‘chatter’ della ciclistica, un problema
particolarmente complesso che affligge la moderna tecnica applicata alle competizioni.

Continua anche con la Desmosedici la collaborazione con Michelin, la casa francese
produttrice di pneumatici che ha vinto gli ultimi 11 titoli nella classe 500/MotoGP
e gli ultimi nove nel Mondiale Superbike. Altra partnership consolidata è
quella tra Ducati e Ohlins, gli specialisti delle sospensioni con le quali la
casa italiana ha dominato il Mondiale Superbike.

Senza alcun dubbio la Desmosedici V4 del Ducati MotoGP Team sarà una
presenza di spicco in questo combattuto campionato. Presenza che identifica
un’esaltante combinazione di alta tecnologia, passione, competenza e grande
tradizione sportiva.

FonteDucati.com

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