Valentino Rossi incredulo…. ‘Siamo su scherzi a parte?’

ROMA – La notizia l’ha ascoltata al radiogiornale, le sei di mattina, l’amico
Uccio. E’ il suo autista, il suo confessore, la prima guardia del corpo dal
tempo delle scuole elementari. "Il campione del mondo di motociclismo Valentino
Rossi è stato minacciato dagli anarchici insurrezionalisti…".
Valentino, al suo fianco in auto, stava dormendo: alla discoteca "Pineta"
di Milano Marittima si era appena chiusa la festa per Marco Melandri, campione
delle 250, amico stretto. Senza svegliare Valentino, Uccio ha provato a chiamare
suo padre, quindi qualcuno più consapevole: "Ma chi sono gli anarchici?
Che significa insurrezionalisti?".

Le risposte che tornavano erano piene di dubbi, e alimentavano l’inquietudine.
Il manager di Rossi, anche lui in Italia in questo periodo, è corso a
comprare il giornale. E l’inquietudine ha iniziato a diventare preoccupazione.
Valentino l’hanno svegliato che era sotto casa, la villetta comprata per mamma
a Tavullia, colline di Pesaro. Albeggiava e faceva freddo. Ha ascoltato stropicciandosi
gli occhi, poi ha detto: "E che siamo, su "Scherzi a parte"?
Smettetela con queste palle". Gli hanno mostrato il giornale, comprato
per strada. Era tutto vero, allora ha faticato a comprendere. "Che c’entro
io con i detenuti in Spagna, con questi processi a Roma? Forse mi hanno cercato
perché gli imputati sono 46 e 46 è il mio numero sulla moto".
Valentino e Uccio hanno deciso di lasciare in fretta la villetta di mamma –
è sbarrata ancora adesso – per rifugiarsi da un amico comune.

Nessuno, per ora, controlla i "siti abituali" del campione del mondo,
anche se dopo una riunione d’urgenza alla prefettura di Pesaro si è deciso
per una prima tutela. Già questa sera, all’ennesimo "atleta dell’anno"
che ritirerà a Sanremo, vicino a Rossi ci sarà la Digos. Domani,
salvo rinunce dell’ultima ora, è annunciato a Roma a "Campioni per
sempre", trasmissione Rai. Venerdì dovrebbe festeggiare il Natale
con gli operai Honda della fabbrica di Atessa, in provincia di Chieti. E poi
rientrare a Londra, riprendere le vacanze dove le ha lasciate. Da oggi, ancora,
i carabinieri inizieranno a controllargli la posta. Rossi, però, soffre
ogni "tutela": si muove con il telefonino quasi sempre spento, depista
sui luoghi delle sue vacanze, si calca berrettoni in testa quando cammina per
Londra, la sua residenza fiscale. E i continui spostamenti per dieci mesi l’anno
rendono difficile la convivenza con una scorta.

All’inizio di questa settimana era a Jerez, in Spagna, tre giorni di test.
Poi si è infilato in un tourbillon di premiazioni, caschi d’oro da ritirare
(sei chili e mezzo d’oro massiccio), incontri con il pubblico del Motorshow,
spot per Honda Italia. "Stacco due giorni", aveva detto agli intimi.
Ma alla fine del party in Romagna è arrivato quell’invito – minaccioso
– degli anarchici: "Che lasci la multinazionale del petrolio Repsol o ne
pagherà le conseguenze". Il suo staff si affretta a precisare: "Repsol
non è uno sponsor diretto di Valentino Rossi, è solo un marchio
storico della Honda. Il pilota lo porta sulla tuta e sulla carena perché
l’ha ereditato. Non riusciamo a capire le ragioni di questa minaccia, non ha
davvero senso. Valentino è attento a non fare pubblicità negativa,
rifiuta tutti i marchi di sigarette".

Tavullia si stringe attorno al campione che ha cresciuto e ora protegge. Il
sindaco Giancarlo Borra, Ds: "Con i terroristi non si scherza, quel che
è strano per la gente normale con loro può diventare possibile.
Comunque credo sia una manovra pubblicitaria". Al Bar dello sport, dove
la domenica il fan club si ritrova per seguire i tre quarti d’ora di MotoGp,
non hanno grandi timori: "Valentino è solo un dipendente, non ha
legami diretti con la Repsol". Sembra teso, invece, l’amico pilota Marco
Melandri: "E’ una situazione preoccupante", dice, "Valentino
non ha fatto nulla di male e non si è mai occupato di politica".
In questi cinque anni di maggiore età Rossi, quando si è ricordato
dell’appuntamento elettorale, si è limitato a votare "il mio amico
sindaco". Borra, appunto. Se ha dovuto esprimere una preferenza secca sul
piano nazionale, ha detto: "Meglio Berlusconi di Rutelli". Ma di politica,
davvero, non si occupa mai: "Non la capisco, non m’interessa".

Fonte: Repubblica.it

Vota questo articolo
Leggi altri articoli in MotoGP

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati