Hanno detto……

Valentino Rossi. “Sicuramente il week-end e’ cominciato bene,” ha esordito ‘Valentinik’.


“Sapevamo che Jerez e’una pista favorevole per noi: qui la Honda ha quasi sempre vinto negli ultimi anni e anch’io mi sono sempre difeso bene su questa pista. Ho vinto qui con la 125 e con la 250, mentre lo scorso anno proprio a Jerez,” ha gongolato Rossi, “ho ottenuto il mio primo podio con la 500. Anche nei test invernali avevo girato molto forte, ma non mi aspettavo, ed e’ stata davvero una bella sorpresa, che gli altri fossero cosi’ indietro”.

Sette decimi di secondo di divario che Valentino non vuole attribuirsi. Colpa degli altri, non merito suo. Bonta’ dell’ex folletto. “Pero’ , “ha proseguito, “non mi faccio troppe illusioni perche’ oggi le condizioni della pista non erano ideali, anche a causa del vento fastidioso, e di conseguenza credo che domani i tempi scenderanno. Sara’ necessario girare al di sotto di 1′ e 43″ per conservare la pole. In teoria dovrebbe essere alla mia portata perche’ la moto gia’ va abbastanza bene anche se,” ha concluso Rossi, “ci sono dei margini di miglioramento.
In particolare vorrei migliorare la stabilita’ in frenata e credo che si possa trovare anche una soluzione migliore per il cambio”.

Analogo il parere di Roberto Locatelli, poleman della quarto di litro e primo pilota del poker aprilia. “e’ troppo presto per festeggiare,” ha detto il bergamasco soffocando l’euforia del suo team, “in quanto l’importante e’ il risultato di domenica e solo quello. Ad ogni modo sono contento, perche’ quando il presidente della Aprilia Ivano Beggio sbarchera’ dall’aereo trovera’ quattro delle sue moto davanti a tutti. Nonostante il buon risultato di oggi,” ha proseguito Locatelli, “non siamo ancora a posto. Ci sono, infatti, ancora un sacco di piccoli problemi da risolvere nella messa a punto delle sospensioni. dobbiamo, insomma, lavorare ancora molto e bene,” ha concluso Roberto, “per poter partire tranquilli, con la moto a posto, per disputare una bella gara”.

Analogo il parere di Roberto Locatelli, poleman della quarto di litro e primo pilota del poker aprilia. “e’ troppo presto per festeggiare,” ha detto il bergamasco soffocando l’euforia del suo team, “in quanto l’importante e’ il risultato di domenica e solo quello. Ad ogni modo sono contento, perche’ quando il presidente della Aprilia Ivano Beggio sbarchera’ dall’aereo trovera’ quattro delle sue moto davanti a tutti. Nonostante il buon risultato di oggi,” ha proseguito Locatelli, “non siamo ancora a posto. Ci sono, infatti, ancora un sacco di piccoli problemi da risolvere nella messa a punto delle sospensioni. dobbiamo, insomma, lavorare ancora molto e bene,” ha concluso Roberto, “per poter partire tranquilli, con la moto a posto, per disputare una bella gara”.

La terza pole-position azzurra l’ha centrata Max Sabbatani, nella 125, poco prima che lo spagnolo Toni Elias centrasse lui. “Elias,” si e’ lamentato il forlivese, “non puo’ fare cosi’… l’avevo superato e stavo impostando la curva quando Poggiali ha rallentato davanti a me. Per evitarlo ho allargato la traiettoria e lui mi ha centrato in pieno. Nella caduta ho picchiato la caviglia gia’ infortunata ma non mi sono fatto troppo male. Questa caduta, pero’, mi ha rovinato il gusto della mia prima pole”.
Nessuna luce, nessun pulsantino. Il mistero, finalmente svelato, della tuta bionica di Max Biaggi e’ contenuto nella cosiddetta “gobba”, ovvero all’interno dell’appendice aerodinamica che colma il vuoto tra il casco e la schiena del pilota. Da oggi, quella del Corsaro contiene anche un sofisticato sistema di misurazione dei parametri che influenzano il confort del piu’ tradizionale capo d’abbigliamento di un motociclista.Tanti sensori, 64 per l’esattezza, disposti sulla sottotuta e collegati da decine di minuscoli cavetti all’elettronica vera e propria inserita dentro l’imbottitura della gobba. Biaggi s’e’ detto soddisfatto del primo esperimento del sistema, progettato dalla italiana Dainese e denominato Procom, effettuato nelle prove del gp di Spagna.
Analogo il parere di Roberto Locatelli, poleman della quarto di litro e primo pilota del poker aprilia. “e’ troppo presto per festeggiare,” ha detto il bergamasco soffocando l’euforia del suo team, “in quanto l’importante e’ il risultato di domenica e solo quello. Ad ogni modo sono contento, perche’ quando il presidente della Aprilia Ivano Beggio sbarchera’ dall’aereo trovera’ quattro delle sue moto davanti a tutti. Nonostante il buon risultato di oggi,” ha proseguito Locatelli, “non siamo ancora a posto. Ci sono, infatti, ancora un sacco di piccoli problemi da risolvere nella messa a punto delle sospensioni. dobbiamo, insomma, lavorare ancora molto e bene,” ha concluso Roberto, “per poter partire tranquilli, con la moto a posto, per disputare una bella gara”.

La terza pole-position azzurra l’ha centrata Max Sabbatani, nella 125, poco prima che lo spagnolo Toni Elias centrasse lui. “Elias,” si e’ lamentato il forlivese, “non puo’ fare cosi’… l’avevo superato e stavo impostando la curva quando Poggiali ha rallentato davanti a me. Per evitarlo ho allargato la traiettoria e lui mi ha centrato in pieno. Nella caduta ho picchiato la caviglia gia’ infortunata ma non mi sono fatto troppo male. Questa caduta, pero’, mi ha rovinato il gusto della mia prima pole”.
Nessuna luce, nessun pulsantino. Il mistero, finalmente svelato, della tuta bionica di Max Biaggi e’ contenuto nella cosiddetta “gobba”, ovvero all’interno dell’appendice aerodinamica che colma il vuoto tra il casco e la schiena del pilota. Da oggi, quella del Corsaro contiene anche un sofisticato sistema di misurazione dei parametri che influenzano il confort del piu’ tradizionale capo d’abbigliamento di un motociclista.Tanti sensori, 64 per l’esattezza, disposti sulla sottotuta e collegati da decine di minuscoli cavetti all’elettronica vera e propria inserita dentro l’imbottitura della gobba. Biaggi s’e’ detto soddisfatto del primo esperimento del sistema, progettato dalla italiana Dainese e denominato Procom, effettuato nelle prove del gp di Spagna.

La terza pole-position azzurra l’ha centrata Max Sabbatani, nella 125, poco prima che lo spagnolo Toni Elias centrasse lui. “Elias,” si e’ lamentato il forlivese, “non puo’ fare cosi’… l’avevo superato e stavo impostando la curva quando Poggiali ha rallentato davanti a me. Per evitarlo ho allargato la traiettoria e lui mi ha centrato in pieno. Nella caduta ho picchiato la caviglia gia’ infortunata ma non mi sono fatto troppo male. Questa caduta, pero’, mi ha rovinato il gusto della mia prima pole”.
Nessuna luce, nessun pulsantino. Il mistero, finalmente svelato, della tuta bionica di Max Biaggi e’ contenuto nella cosiddetta “gobba”, ovvero all’interno dell’appendice aerodinamica che colma il vuoto tra il casco e la schiena del pilota. Da oggi, quella del Corsaro contiene anche un sofisticato sistema di misurazione dei parametri che influenzano il confort del piu’ tradizionale capo d’abbigliamento di un motociclista.Tanti sensori, 64 per l’esattezza, disposti sulla sottotuta e collegati da decine di minuscoli cavetti all’elettronica vera e propria inserita dentro l’imbottitura della gobba. Biaggi s’e’ detto soddisfatto del primo esperimento del sistema, progettato dalla italiana Dainese e denominato Procom, effettuato nelle prove del gp di Spagna.

Fonte: Raisport

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