Moto3 | Intervista esclusiva a Dennis Foggia: “L’obiettivo è continuare a crescere”

Il pilota romano dello Sky Racing Team VR46 si racconta, tra: passato, presente e futuro

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Moto3 Gp Italia Sky Racing Team VR46 – Campione del CEV nel 2017, tre wild card nel Motomondiale nello stesso anno tutte finite a punti, stiamo parlando di Dennis Foggia che quest’anno ha debuttato in pianta stabile nella categoria cadetta dalla Moto3 con lo Sky Racing Team VR46.

Abbiamo raggiunto il pilota romano in occasione del Gran Premio d’Italia al Mugello e, tra curiosità ed aneddoti, ci ha raccontato passato, presente e futuro.

Sei un pilota giovanissimo, hai vinto il CEV lo scorso anno, ma come è cominciato tutto?

“A 5 anni ho chiesto a mio padre di farmi provare una mini-moto. Siamo andati in un parcheggio vicino casa mia. Mi piacque tantissimo. Lì c’era un signore che mi disse di andare a provare in pista, mi diede qualche consiglio così comincia a fare qualche gara. Ho fatto il primo campionato quando avevo otto anni, poi ho corso nella categoria 50 cc., ho fatto la 80 cc. in Spagna, poi ho cominciato a correre nel CIV. Due anni fa ho corso nel CEV e lo scorso anno ho vinto il titolo. Questo è il primo anno nel Motomondiale”.

Il tuo soprannome è The Rocket, prima ancora ‘Missiletto’, ci spieghi come è nato?

“Inizialmente era Missiletto, ma lo abbiamo modernizzato. Una volta il mio meccanico me lo ha detto in inglese e da quel momento è rimasto così. Il soprannome nasce dal fatto che da bambino ero sempre veloce, rapido, e quindi è rimasto quello”.

Sei entrato nell’Academy tre anni fa, com’è allenarsi con Valentino Rossi?

“La prima volta è stato molto strano. Quando ho visto per la prima volta Valentino davanti a me è stato un momento molto particolare. Ero abituato a vederlo in TV. E’ una persona tranquilla, ti molto a tuo agio, non è come molte persone lo descrivono. Sono molto contento di far parte dell’Academy, è grazie a loro se sono qui. Quindi posso solo che ringraziare loro e mio padre che ha saputo fare le scelte giuste portandomi sulla strada giusta. Poi io ci ho messo del mio. E’ bellissimo allenarsi con i piloti del mondiale anche se è un grande sacrificio fare ogni volta avanti e indietro da Roma tutti i sabati”.

E’ una grande responsabilità correre per una squadra come lo Sky Racing Team VR46?

“Sì, è una grossa responsabilità, però loro da me non si aspettano nulla di grande perché è il mio primo anno. Io cerco sempre di dare il 100%. Non è detto che un rookie non possa vincere una gara o non fare il podio. L’abbiamo sfiorato un paio di volte, ma dobbiamo sistemare ancora alcuni tasselli perchè sono tutti molto vicini. Ci vuole davvero poco a passare dall’essere davanti a finire in fondo. Dobbiamo lavorare ancora un po’, come stiamo facendo. Ce la metteremo tutta per fare il massimo”.

Dal CEV al mondiale, è così grande il salto tra i due campionati?

“Se fossi passato dal primo anno di CEV direttamente nel mondiale, sarebbe stato difficile. C’era un abisso. Invece già dal secondo anno si è ristretto il gap. Abbiamo lavorato come se fosse il mondiale. Lo Sky VR46 Junior Team ha lavorato molto bene e ho fatto tanta esperienza quindi sono arrivato qui abbastanza pronto. So che c’è ancora molto da imparare, ma sono cresciuto molto dal punto di vista tecnico”.

Un bilancio delle prime gare nel Motomondiale

“La prima gara in Qatar è stata difficile. Soprattutto trovare la quadra con la squadra è stato complesso, poi anche la pista è molto difficile. Già dalla seconda gara le cose sono andate meglio, ero lì, però poi purtroppo sono scivolato. Ad Austin stavo facendo una buona gara poi la gomma ha avuto un calo e non sono riuscito a tenere il passo. A Jerez purtroppo mi hanno colpito alla seconda curva, mentre a Le Mans abbiamo sofferto per tutto il weekend per un problema tecnico. Abbiamo svolto alcuni test e sembra che abbiamo risolto”.

Gli obiettivi da qui alla fine dell’anno? e per il 2019?

“Siamo stati un po’ sfortunati a inizio stagione. Quindi l’obiettivo è stare almeno nei primi dieci, questo vuol dire riuscire a raccogliere punti in tutte le gare. A Le Mans sono arrivati i primi punti ma sapevamo di poter far meglio. Per il prossimo anno non lo so. Sicuramente cresceremo, magari non vincere il mondiale ma stare lì con i primi. Poi alla fine uno ci pensa al titolo, però… L’importante sarà non rimanere indietro”.

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di 5 giugno, 2018
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Moto3 Gp Italia Sky Racing Team VR46 – Campione del CEV nel 2017, tre wild card nel Motomondiale nello stesso anno tutte finite a punti, stiamo parlando di Dennis Foggia che quest’anno ha debuttato in pianta stabile nella categoria cadetta dalla Moto3 con lo Sky Racing Team VR46.

Abbiamo raggiunto il pilota romano in occasione del Gran Premio d’Italia al Mugello e, tra curiosità ed aneddoti, ci ha raccontato passato, presente e futuro.

Sei un pilota giovanissimo, hai vinto il CEV lo scorso anno, ma come è cominciato tutto?

“A 5 anni ho chiesto a mio padre di farmi provare una mini-moto. Siamo andati in un parcheggio vicino casa mia. Mi piacque tantissimo. Lì c’era un signore che mi disse di andare a provare in pista, mi diede qualche consiglio così comincia a fare qualche gara. Ho fatto il primo campionato quando avevo otto anni, poi ho corso nella categoria 50 cc., ho fatto la 80 cc. in Spagna, poi ho cominciato a correre nel CIV. Due anni fa ho corso nel CEV e lo scorso anno ho vinto il titolo. Questo è il primo anno nel Motomondiale”.

Il tuo soprannome è The Rocket, prima ancora ‘Missiletto’, ci spieghi come è nato?

“Inizialmente era Missiletto, ma lo abbiamo modernizzato. Una volta il mio meccanico me lo ha detto in inglese e da quel momento è rimasto così. Il soprannome nasce dal fatto che da bambino ero sempre veloce, rapido, e quindi è rimasto quello”.

Sei entrato nell’Academy tre anni fa, com’è allenarsi con Valentino Rossi?

“La prima volta è stato molto strano. Quando ho visto per la prima volta Valentino davanti a me è stato un momento molto particolare. Ero abituato a vederlo in TV. E’ una persona tranquilla, ti molto a tuo agio, non è come molte persone lo descrivono. Sono molto contento di far parte dell’Academy, è grazie a loro se sono qui. Quindi posso solo che ringraziare loro e mio padre che ha saputo fare le scelte giuste portandomi sulla strada giusta. Poi io ci ho messo del mio. E’ bellissimo allenarsi con i piloti del mondiale anche se è un grande sacrificio fare ogni volta avanti e indietro da Roma tutti i sabati”.

E’ una grande responsabilità correre per una squadra come lo Sky Racing Team VR46?

“Sì, è una grossa responsabilità, però loro da me non si aspettano nulla di grande perché è il mio primo anno. Io cerco sempre di dare il 100%. Non è detto che un rookie non possa vincere una gara o non fare il podio. L’abbiamo sfiorato un paio di volte, ma dobbiamo sistemare ancora alcuni tasselli perchè sono tutti molto vicini. Ci vuole davvero poco a passare dall’essere davanti a finire in fondo. Dobbiamo lavorare ancora un po’, come stiamo facendo. Ce la metteremo tutta per fare il massimo”.

Dal CEV al mondiale, è così grande il salto tra i due campionati?

“Se fossi passato dal primo anno di CEV direttamente nel mondiale, sarebbe stato difficile. C’era un abisso. Invece già dal secondo anno si è ristretto il gap. Abbiamo lavorato come se fosse il mondiale. Lo Sky VR46 Junior Team ha lavorato molto bene e ho fatto tanta esperienza quindi sono arrivato qui abbastanza pronto. So che c’è ancora molto da imparare, ma sono cresciuto molto dal punto di vista tecnico”.

Un bilancio delle prime gare nel Motomondiale

“La prima gara in Qatar è stata difficile. Soprattutto trovare la quadra con la squadra è stato complesso, poi anche la pista è molto difficile. Già dalla seconda gara le cose sono andate meglio, ero lì, però poi purtroppo sono scivolato. Ad Austin stavo facendo una buona gara poi la gomma ha avuto un calo e non sono riuscito a tenere il passo. A Jerez purtroppo mi hanno colpito alla seconda curva, mentre a Le Mans abbiamo sofferto per tutto il weekend per un problema tecnico. Abbiamo svolto alcuni test e sembra che abbiamo risolto”.

Gli obiettivi da qui alla fine dell’anno? e per il 2019?

“Siamo stati un po’ sfortunati a inizio stagione. Quindi l’obiettivo è stare almeno nei primi dieci, questo vuol dire riuscire a raccogliere punti in tutte le gare. A Le Mans sono arrivati i primi punti ma sapevamo di poter far meglio. Per il prossimo anno non lo so. Sicuramente cresceremo, magari non vincere il mondiale ma stare lì con i primi. Poi alla fine uno ci pensa al titolo, però… L’importante sarà non rimanere indietro”.

http://motograndprix.motorionline.com/2018/06/05/moto3-intervista-esclusiva-a-dennis-foggia-lobiettivo-e-continuare-a-crescere/