MotoGP | Dovizioso e Ducati come a poker: uno dei due “bleffa”

La "partita" verrà risolta al Mugello?

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MotoGP Andrea Dovizioso – Già dalla fine dello scorso anno era chiaro come il mercato piloti potesse essere un tema caldo per questa stagione. Quello che invece nessuno si aspettava era vedere così tanti “problemi” tra Andrea Dovizioso e Ducati.

Dopo un 2017 fantastico durante il quale il forlivese è arrivato a giocarsi il mondiale fino all’ultima gara, tutti si sarebbero aspettati una riconferma pressoché immediata, magari addirittura durante l’inverno. Un po’ come fatto da Honda per Marquez e Yamaha con Vinales. La riconferma non è però arrivata immediatamente e, al momento, non sembra essere così scontata.

Se dovessimo raccontare quello che sta succedendo, opteremmo per una storia romanzata, una partita a poker alla texana in una stanza buia, piccola e affollata, con le due parti che si giocano la prossima stagione. Entrambi hanno in mano ottime carte, ma sul tavolo nessuna carta permette ad uno o all’altra parte di chiudere la partita senza rischi.

Da una parte la Ducati, ancora prima di girare le carte, inizia un fine pressing psicologico sul #04. “Sarà una trattativa complicata. Nulla è scontato” esordisce Paolo Ciabatti prima dell’inizio della partita (Test Sepang)

Il mazziere gira la prima carta, ed è arriva la vittoria in Qatar, e DesmoDovi, che in mano aveva il titolo di vice campione del mondo, si ritrova nuovamente ad essere uno dei protagonisti della stagione. La Ducati capito il gioco attende.

La seconda carta, l’Argentina, succede qualcosa, un altro pilota in sella alla Gp17 fa un weekend stratosferico, e lancia l’assist ai vertici per insistere sul pressing psicologico. “Miller si sta dimostrando competitivo” dice qualcuno sottovoce, ma le parole vengono percepite da Andrea che però non molla e continua per la sua strada e dopo aver visto la terza carta, Austin, lancia la prima frecciatina. “Sarebbe stato meglio se si fosse risolto prima, stiamo continuando a parlare quindi vedremo”. Entrambe le carte non favoriscono nessuno dei due giocatori. Si ritorna al punto di partenza.

Ci siamo, il mazziere gira la quarta carta, Jerez. Dovi quasi esulta ma sul più bello si rende conto che sul tavolo c’è un 99 che gli rovina i piani. Poteva essere la fine della partita, un podio, forse una lotta per la vittoria, ma quella che sarebbe dovuta essere la sua carta si trasforma in un cataclisma. Ancora una volta però anche l’altra parte rimane senza niente in mano. Arriva la prima offerta, non si conoscono i valori, parlano sottovoce, ma Dovi non ci sta e rilancia. Tutto è rimandato.

Manca solo una carta entrambi non hanno ancora niente in mano, i giochi psicologici adesso sono al massimo. Da una parte la Ducati si gioca probabilmente l’ultima idea, ci sono piloti interessati a quella sella: due ex Ducatisti, Iannone e Crutchlow, e i piloti del team Pramac pronti per essere promossi.

Non ci voleva, la posizione di Andrea si fa scomoda, hanno già pronto un rimpiazzo o si adegua o lascerà il tavolo a mani vuote. A questo punto decide di spogliarsi dagli abiti da bravo ragazzo e risponde al fuoco con il fuoco. Non c’è solo Ducati, si parla di un’offerta anche da HRC. Una sorta di stallo alla messicana, entrambi hanno ottime carte a quanto pare, nessuno vuole cedere, ma nei piani Ducati qualcosa va storto. Due dei piloti che avrebbero dovuto sostituirlo parlano chiaro: “La Ducati non ci ha fatto nessuna offerta”.

Questo scopre il gioco di Ducati, ma Dovizioso non può comunque fidarsi ciecamente. La prossima carta sarà decisiva, ma molto probabilmente verrà calata al Mugello.

Dall’esterno viene da domandarsi chi stia bluffando, ma sopratutto cosa ci guadagnano? Andrea Dovizioso quasi sicuramente non lo fa per una questione di soldi, ma piuttosto per avere la conferma di essere “il centro” del progetto Ducati. Andare in Honda è allettante, salirebbe sulla moto che ha vinto gli ultimi due titoli, ma sarebbe senza mezzi termini il “secondo” di Marquez. Batterlo a casa sua sarebbe un’impresa. Vincere un titolo con la moto italiana, dopo tanto lavoro e sofferenza, non avrebbe prezzo.

Allo stesso modo Ducati non può lasciarsi scappare l’unico pilota in grado, al momento, di tirare il fuori il massimo dalla moto. Un collaudatore sopraffino, un pilota-ingegnere come lo chiamano nel box. In questo caso è questione di budget, ma non solo. La Ducati vuole vincere in quanto tale, non può o non vuole mettere il pilota prima del marchio.

Difficile decidere da che parte stare, se di parte si può parlare. Entrambi hanno uno scopo, un obiettivo: vincere il titolo, ma se le cose non si sistemeranno alla svelta è chiaro che l’unico ad avere un guadagno da questa partita fatta di nervi tesi è il principale avversario nel mondiale: Marc Marquez.

MotoGP | Dovizioso e Ducati come a poker: uno dei due “bleffa”
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8 commenti
  1. Raziel760

    Raziel760

    14 maggio 2018 at 18:19

    Sarebbe una bella cosa vedere dovi in honda per valutare una sua crescita come pilota oltre al mezzo, e sarebbe altrettanto bello vedere iannone nuovamente sulla rossa.. perchè la velocità di certo non gli mancava, e sicuramente non è un pilota che ha rimorsi ad attaccare un campione del mondo alla sua stessa maniera…

  2. cujo

    14 maggio 2018 at 22:07

    La parte del manico ce l’ha sempre Ducati, credo che ci vada con i piedi di piombo per ovvie ragioni, se Dovizioso la tira troppo per le lunghe, il solo a rimetterci sarà solo lui.

  3. ligera

    14 maggio 2018 at 23:36

    Ci rimetterà solo Ducati. Un pilota che sa lavorare e sa cosa dire e quando dirla è una rarità da tenere stretta, sopratutto quando, oltre a ciò è anche in grado di lottare per il mondiale.
    Domenicali, invece di avere delle uscite moooolto infelici, farebbe meglio a sistemare le cose con Lorenzo che deve finirla di rovinare le gare del suo compagno di team, sopratutto quando la sua posizione in classifica non è lontanamente paragonabile a quella del Dovi. Non avesse fatto delle staccate alla morte, Dovizioso lo avrebbe passato, probabilmente avrebbe preso Marquez e avrebbe lottato con Lui sino al termine (probabilmente) e Lorenzo e Pedrosa si sarebbero giocati il terzo gradino. L’egocentrismo di Lorenzo ha prodotto una gara come quella di Jerez.
    Basta con queste stupidaggini, Dovizioso col contratto in Ducati e Lorenzo messo come seconda guida e se non gli va bene, se ne vada pure, di piloti da accoppiare con Dovizioso se ne trovano parecchi a partire da Miller

    Grande Ducati
    Grande Dovizioso

    • Raziel760

      Raziel760

      15 maggio 2018 at 08:27

      Non era in grado di sorpassare lorenzo e secondo te duellava con marquez?!

      • Ronnie

        15 maggio 2018 at 18:08

        Si Dovizioso aveva un passo pari a quello che ha mostrato Marquez in gara. Per questo appena si è reso conto che Dovizioso aveva superato tutti gli ostacoli e stava arrivando Marquez a cercato di mettere distanza superando Pedrosa e Lorenzo.

        Dovizioso ha superato facilmente Pedrosa, ma con il compagno di squadra è stato corretto, non voleva fare un disastro. In compenso ci ha pensato Lorenzo…

        Difficile dire se Dovizioso avrebbe potuto vincere, ma di certo avrebbe potuto rimanere con Marquez o costringere Marquez al limite nel caso non lo fosse già stato.

        Dovizioso partiva dietro, eppure come già capitato in passato è stato in grado di rimontare posizione dopo posizione e di richiudere un grosso gap, quindi direi che aveva un bel passo, se no non sarebbe potuto rientrare su Pedrosa e Lorenzo tanto rapidamente.

      • Raziel760

        Raziel760

        15 maggio 2018 at 19:01

        un grosso problema del dovi sta proprio nel sorpassare, sicuramente marquez è più agguerrito sia di lorenzo (che girava decimi più lento del dovi) sia di pedrosa.
        Magari poteva avvicinarsi al 93 ma di certo non batterlo se non per errori.
        Anche se a detta di marc, quello che aveva il passo migliore era proprio pedrosa.

  4. cujo

    15 maggio 2018 at 08:29

    io non sarei così sicuro….

    Iannone con 5 milioni tornerebbe tranquillamente in Ducati, anche per levarsi qualche sassolino… è una moto che conosce e la sapeva portare, e soprattutto sa che adesso è una moto vincente

  5. Bubu

    15 maggio 2018 at 12:44

    Ducati, la solita me***a……hanno un pilota che va, e cercano …..già, chi cazzo cercano, il “successore” di quel pirla di Lorenzo…???

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