Superbike|Yamaha Finance Australian Round, Gara2: Rea pensa già alla Thailandia

Per il Campione del Mondo ammette che le Ducati sono state imbattibili a Phillip Island

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Per la prima volta in tre anni Jonathan Rea non è in testa al Campionato Mondiale delle derivate di serie: basterebbe questa notizia per rendere l’idea di un fine settimana davvero ricco di emozioni come è effettivamente stato il Yamaha Finance Australian Round, a Phillip Island.

E’ stato un fine settimana insolitamente difficile per il tri-Campione del Mondo dopo gli ottimi riscontri nei test di lunedì e martedì: convalescente dall’influenza che lo ha colpito mercoledì, ha sofferto in Gara 1 per mancanza di grip, mentre nella seconda è stato beffato al photo finish da Marco Melandri (Aruba.it Racing – Ducati).

Nonostante tutti, Jonathan Rea si dice soddisfatto ed è già proiettato verso la Thailandia, dove si correrà tra un mese: “Sono molto felice, soprattutto pensando a come sto fisicamente. Da mercoledì mi sono ammalato e finire secondo dopo quanto accaduto ieri va benissimo. Il podio dopo il quinto posto è una buona limitazione dei danni”.

Rea ha anche raccontato quando accaduto dopo il “flag to flag”: “Sapevo che dopo la fermata ai box l’unica possibilità di vincere oggi era rientrare in pista in testa. Non c’era modo di tenersi dietro le Ducati qui. All’inizio sembrava che la moto di Eugene fosse in assetto da qualifica, aveva un passo incredibile! Comunque ho chiuso fra i primi due e questo va bene”.

Dopo l’uscita dai box, con Michael van der Mark (Pata Yamaha Official WorldSBK Team) e Xavi Fores (Barni Racing Team) ha dato vita ad un nuovo duello serratissimo: “Pensavo di ritrovarmi sesto o settimo, ma poi sono riuscito a ritrovare il ritmo e alla curva 1 sono arrivato fortissimo, ho mollato i freni sfruttando il vento contrario, è stato incredibile!”

“Non vedo l’ora di essere in Thailandia per migliorare ancora, spero di stare meglio e trovarmi a mio agio con la moto. Prima di ammalarmi debbo ammettere che non c’era una grande feeling con lei, non eravamo in sintonia. Spero che ciò che è successo serva di lezione” – ha concluso Jonathan Rea.

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