Alessandro Botturi: “Voglio fare una Dakar importante”

Il pilota di Lumezzane: "La Yamaha che ho a disposizione mi dà tranquillità. Me la gioco su ogni terreno"

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"La testa fa la differenza. Si parte alla mattina presto, si dorme molto, i chilometri percorsi sono tantissimi. Puoi essere allenato quanto vuoi, puoi avere la moto migliore, ma se la testa di abbandona è finita", ha aggiunto

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Alessandro Botturi: “Voglio fare una Dakar importante”

Alessandro Botturi è uno dei nomi più attesi nella Dakar che scatterà il prossimo 6 gennaio. Il rally che attraverserà mezzo Sud America si prospetta più impegnativo che mai, ma il pilota di Lumezzane promette battaglia.

Botturi, che Dakar si aspetta?

“Sarà un’edizione impegnativa. Tra poco si parte dopo un anno di intenso lavoro perché questa è il nostro main event. Ci arrivo dopo una serie di buoni risultati e questo mi dà fiducia in vista della competizione con gli altri motociclisti”.

La 40esima edizione di annuncia ai limiti dell’impossibile. È preoccupato?

“Si parte subito col deserto e secondo me ci sarà subito una prima selezione. Fare sei giorni consecutivi e poi altri due sarà complicato. Dovremo essere pronti a tutti, al caldo del Perù, ma anche al freddo della Bolivia e ai picchi della pampa argentina”.

Su quale terreno si sente più preparato?

“Non ero un grande sabbiarono ma la Yamaha che ho a disposizione mi dà tranquillità e penso di potermela giocare su ogni terreno. Voglio fare una Dakar di consistenza, magari senza exploit nei parziali, ma essere costante, essere tra i primi 10 e puntare al grande risultato”.

Cosa cambia a livello tecnico per lei?

“Dopo tre anni da ufficiale, in questa edizione sono in un team privato assistito da Yamaha. Questo vuol dire che avrò più libertà nelle scelte e spero che lo sviluppo che abbiamo portato ci consenta di essere ancora più competitivi che in passato”.

Cosa fa la differenza in un gara così lunga?

“La testa fa la differenza. Si parte alla mattina presto, si dorme molto, i chilometri percorsi sono tantissimi. Puoi essere allenato quanto vuoi, puoi avere la moto migliore, ma se la testa di abbandona è finita. La Dakar ora è una gara spettacolare, incroci anche 300.000 persone al giorno lungo le strade e questo è molto emozionante”.

Fabio Manny

21st dicembre, 2017

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