MotoGP Mugello: Jorge Lorenzo 7°, “Nel terzo tentativo ho trovato un motore un po’ troppo nervoso”

Lo spagnolo è l’ultimo tra le Ducati ufficiali

MotoGP Mugello: Jorge Lorenzo 7°, “Nel terzo tentativo ho trovato un motore un po’ troppo nervoso”MotoGP Mugello: Jorge Lorenzo 7°, “Nel terzo tentativo ho trovato un motore un po’ troppo nervoso”

GP Italia MotoGP QP – terza fila per Jorge Lorenzo che, nonostante abbia adottato una tattica con 3 attacchi al tempo, ha chiuso alle spalle dei sui compagni di squadra Andrea Dovizioso e Michele Pirro.

“Ho scelto di fare 3 time attack perché solitamente sono un pilota molto esplosivo – ha spiegato Jorge Lorenzo – nel primo giro infatti vado un po’ più forte degli altri e mi piace fare il tempo subito. Sapevo già prima di partire che sarebbe stata dura e che avrei sofferto, inoltre cambiando moto per il terzo tentativo ho trovato un motore un po’ troppo nervoso, perché nuovo, e non ho potuto migliorare ancora. Comunque, escludendo Austin, questa è la migliore posizione in qualifica ed abbiamo un ottimo ritmo”.

Ieri hai detto che la Ducati aveva il potenziale per vincere, confermi anche oggi?
“La vittoria è molto difficile ma non è impossibile anche se la Yamaha ha migliorato molto. Non vedo comunque una moto favorita come poteva essere per la Honda a Jerez o la Yamaha a Le Mans, la chiave sarà la seconda parte della gara”.

Foto: Alex Farinelli

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2 commenti
  1. ligera

    3 giugno 2017 at 20:30

    I miei complimenti a Lorenzo, la settima posizione non è la più indicata, ma almeno non è troppo lontano dai primi come è già capitato. Molto meglio il passo gara messo in mostra nelle Fp4 dove è alla pari con tutti i migliori, mantenendo il bel ritmo con una costanza impressionante, quasi come ci aveva abituato ai tempi della Yamaha.

    Finalmente il lavoro sta pagando, lo vediamo davanti fin dalle prime battute e non solamente nelle fasi finali delle prove. Il setting di base sembra essere stato individuato e con le dovute modifiche si continua a progredire. Voglio fargli i miei complimenti, non deve essere facile per un pilota già formato e vincente, violentarsi snaturando il suo stile di guida per adottarne uno più consono alle esigenze della moto. Non lo abbiamo mai sentito avanzare pretese sul modificare questo aspetto o quell’altro, ha sempre cercato di modificare l’assetto per adattarlo meglio alla sua guida, ha cercato di individuare tutti i punti forti della moto, elencando quelli deboli in vista di ulteriori aggiornamenti. Ho visto un pilota all’apice della carriera, farsi umile per trovare la strada giusta per fare andare forte questa moto, ho visto un pilota in grado di azzerare quanto di buono fatto in questi anni con la Yamaha, per ripartire da zero con una moto completamente diversa e tutto questo è stato fatto senza che abbia tirato in ballo i suoi allori e le sue vittorie, lavorando come il più umile dei piloti, accettando il fatto di dover snaturare il suo stile per poi ristrutturarlo in base alle esigenze della Ducati.

    Non me ne vogliano ora tutti i tecnici/fan di Valentino Rossi. Vale non fece certo come Lorenzo, anzi, adottò la tecnica opposta. Non si è mai concentrato sull’individuazione delle caratteristiche positive della moto, fin da subito ha avanzato delle richieste che hanno snaturato la moto. Non è mai stato un Valentino umile quello che si è arrivato in Ducati, non ha mai fatto nulla per adattarsi alla moto, ma ha preteso che la moto si adattasse a Lui, coi risultati che tutti quanti conosciamo e non conta nulla il fatto che tutti i tecnici suddetti ritengano la Ducati 2010 un triciclo, tanto triciclo che anche nell’ultima gara con Stoner, la Ducati è partita dalla Pole ed è arrivata 2^ al traguardo. Quello che voglio sottolineare è l’approccio che i 2 piloti hanno avuto al loro arrivo in Ducati. Il più blasonato è arrivato con la presunzione di essere in grado di sistemare tutto e forse questa fallimentare esperienza gli è servita per crescere un pochino, il secondo si è presentato agli antipodi del collega, molto umile, con la voglia di conoscere bene la moto e senza la presunzione di avere una moto che si adattasse subito a Lui, ma addirittura capace di snaturare tutto ciò che lo ha reso vincente per intraprendere questa nuova sfida col giusto spirito. A Lorenzo vanno tutti i miei complimenti e i miei migliori incitamenti per una grade stagione in Rosso.

    Grande Ducati
    Grande Lorenzo
    Grande Dovizioso

  2. Bestlap

    4 giugno 2017 at 10:16

    Forse vediamo cose diverse.. Io vedo un pilota mai stato umile in vita sua che prende 12 milioni a stagione ed è quasi sempre l’ultima ducati sullo schieramento come qui al mugello.. Un pilota che sbandiera ai 4 venti le POCHE volte che è stato davanti al team mate, come viene scritto nel post del Dovi.. Dov’è tutta questa umiltà..?? X contro Rossi non è MAI stato l’ultima ducati ma sempre la prima a parte sporadici casi.. Sarà stata un’esperienza “fallimentare” ma mai quanto quella di Jorge, almeno fino a qui… E Rossi guidava un cesso di moto rispetto alla D16 attuale…………..

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