MotoGP Test Qatar Analisi: Scopriamo insieme le novità di Honda e Ducati

Durante i test, che precedono l’inizio del campionato, sono stati tolti i veli sulle carene della Rossa e della RC213V. Analizziamole insieme con uno sguardo al regolamento

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MotoGP Test Qatar Analisi: Scopriamo insieme le novità di Honda e Ducati

MotoGP Analisi Test Qatar– A meno di 2 settimane dall’inizio del campionato, finalmente, abbiamo avuto l’opportunità di osservare le nuove carene, progettate per ritrovare il carico aerodinamico perso dopo la messa al bando delle alette. Dopo i test di Phillip Island avevamo fatto una prima analisi, su Yamaha, Aprilia e Suzuki. Adesso che anche Ducati e Honda hanno mostrato qualcosa, possiamo completare la rosa dei Team. Un assente: KTM; che essendo un team esordiente, ha la possibilità di sviluppare la carena durante tutto l’arco della stagione, anche se al momento, il team austriaco ha ben altri problemi.

Bisogna chiarire prima alcuni concetti del nuovo regolamento: i team hanno la possibilità di “punzonare” 2 carene nell’arco della stagione, ma questo non preclude la possibilità di ulteriori sviluppi durante la stagione, nonostante questa limitazione. Ciò che viene bloccato, una volta ottenuta la certificazione di regolarità da parte della FIM,  sono le varie misure; questo però lascia libere alcune strade. Facendo un esempio; prendiamo la carena della Yamaha. Come abbiamo visto, essa ha 2 ali all’interno della carena; durante la stagione la casa dei tre diapason avrà la possibilità di modificare la parte interna della carena, ovviamente, senza modificare le misure esterne. Questo “buco” nel regolamento nasce dal fatto che spesso, durante la stagione, vengono telai diversi, quindi, vi è la necessità di modificare le “linguette” che fissano la carena allo stesso, e questa modifica non necessita una nuova omologazione. Qui si potrebbe introdurre il discorso dei costi, destinati ad aumentare, senza considerare l’ingente spesa per progettare e portare in galleria del vento carene nuove, ma questo è un altro discorso.

MotoGP analisi Test Qatar Ducati– La Rossa di Borgo Panigale ha finalmente mostrato la nuova e attesissima carena. La forma del cupolino ricorda in qualche modo quella già vista sulla Aprilia RS-GP, ma il funzionamento è leggermente diverso. La casa di Noale ha aperto una presa d’aria sul cupolino accanto alla presa d’aria dell’aribox. La parte che genera il carico è quella inferiore, infatti, osservando la moto dall’anteriore si nota uno sfogo nella parte inferiore dell’elemento orizzontale(nella foto evidenziata dalla freccia gialla), mentre la parte al di sopra dell’apertura ha una forma molto simile a un cupolino tradizionale.MotoGP analisi Test Qatar

La differenza con Ducati sta proprio in questo punto. La nuova carena della Rossa, ha un “foro” come Aprilia, ma la parte inferiore non genera carico aerodinamico. A questo punto i puristi dell’aerodinamica storceranno la bocca. In teoria non genera carico aerodinamico, ma essendo leggermente inclinato, l’aria che “sbatte” sulla superficie, genera una forza, simile a quella  esercitata sul cupolino, che spinge verso il basso. Ovviamente, però, la poca inclinazione e le dimensioni ridotte rendono questa forza molto piccola. La parte superiore è quella che fa il lavoro “sporco”, generando la maggiore quantità di carico aerodinamico, grazie alla forma convessa. I problemi in questo tipo di carene ovviamente ci sono. Sicuramente la resistenza aerodinamica all’avanzamento è aumentata, ma la Ducati, avendo potenza da vendere, non dovrebbe risentirne ma la maneggevolezza si, soprattutto nelle curve veloci potrebbe essere un limite. Una moto che ha sempre lamentato problemi in curva potrebbe avere un aggravarsi della situazione con questa carena; in fine, i “buchi” sul cupolino, convogliano l’aria direttamente sul manubrio, e con il pilota in sella potrebbe aumentare la resistenza aerodinamica. Purtroppo non avendo a disposizione foto ravvicinate della parte interna del cupolino, si può solo ipotizzare che nella zona di uscita ci sia qualche bandella verticale che devii il flusso d’aria. In conclusione, adesso che abbiamo visto la nuova carena, si fortificano le tesi che ipotizzavano l’utilizzo della “Salad Box” nel codone, come la chiamano gli inglesi, per inserirci componenti elettronici che non avevano più spazio all’anteriore. Probabilmente in Qatar, se verrà utilizzata, ci saranno alcune modifiche. Per il momento ne piloti ne l’Ing. Dall’Igna si sono sbilanciati; la moto sembra funzionare bene, ma chissà se decideranno di portare questa per la gara inaugurale.MotoGP analisi Test Qatar

MotoGP Analisi Test Qatar Honda– La casa dell’ala dorata ha portato in pista durante i test i Qatar 3 carene: una tradizionale, una con alette stile Suzuki e una con una nuova presa d’aria dell’air box. Partiamo dalla seconda. Come già detto la forma richiama molto la soluzione portata in pista dalla casa di Hamamatsu. In sostanza è l’aletta portata in pista lo scorso anno, inglobata nella carena; ad occhio si può obiettare su questa cosa, ma da regolamento, la soluzione utilizzata rientra nella casistica di appendice interna e quindi regolare. La parte interessante della specifica Honda è nella parte di sfogo dell’aria. A differenza della Suzuki, la Honda, ha scavato un tunnel nella parte interna della carena, in modo da avere la possibilità di avere un’aletta dalle dimensioni più generose e ridurre allo stesso tempo la superficie esterna, che crea resistenza. MotoGP analisi Test Qatar

La terza carena è stata mostrata l’ultimo giorno sulla moto di Marc Marquez. Nessuna appendice, nessuna aletta nascosta, solo una modifica al cupolino e all’airbox.  La parte anteriore è stata allungata e il cupolino leggermente affusolato, la parte interessante è la presa d’aria. In questa versione risulta di dimensioni più generose e questo fa sorgere alcuni dubbi sul suo reale scopo. Una carena simile fu utilizzata durante le prove libere del Gp di Austin lo scorso anno,  poi però non fu più portata. Più che un sistema anti-impennamento, sembra piuttosto una modifica pensata per modificare i flussi d’aria in ingresso al motore. Vedremo se sarà utilizza in gara combinata con la carena con le alette.

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Gianluca Rizzo

14th marzo, 2017

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