MotoGP: Intervista esclusiva a Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo di Ducati Corse

A Silverstone abbiano parlato con Ciabatti dell'attualità e del futuro della Ducati, parlando anche di Superbike, Aprilia e motomercato

di

Condividi su Facebook Pubblica su Twitter Condividi su Google+
MotoGP: Intervista esclusiva a Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo di Ducati Corse

Abbiamo intervistato in esclusiva a Silverstone il Direttore Sportivo di Ducati Corse, Paolo Ciabatti. Abbiamo affrontato vari argomenti in una “chiacchierata” molto interessante. Si è parlato dell’attuale Ducati MotoGP, di quella futura, della scelta di utilizzare il regolamento Open, del cambio dei regolamenti che avverrà nel 2016, di motomercato e di molto altro. Di seguito l’intervista completa.

Quando e come è nata la scelta di utilizzare il regolamento Open?

“Lo scorso anno quando l’Ing. Dall’Igna è arrivato in Ducati, sono state fatte una serie di valutazioni, visto che venivamo da un anno avaro di risultati non solo in MotoGP ma anche in Superbike. Sono state fatte delle scelte sia dal punto di vista organizzativo, che da quello tecnico. Gigi si è reso subito conto che il nuovo regolamento Factory, che prevedeva l’utilizzo di soli cinque motori con lo sviluppo congelato e 20 litri in luogo dei 21 dell’anno precedente, sarebbe stato un limite molto grande per un’azienda come la nostra che doveva recuperare un gap da Honda e Yamaha. Ci saremmo trovati ad inizio stagione a congelare un progetto quando sapevamo che non era ancora competitivo. Visto che il regolamento prevedeva anche la soluzione Open, che in realtà era a disposizione di tutti, visto che la regola è che si possono avere al massimo quattro moto Factory e tutte le altre sono Open. Quindi se vogliamo la Factory nello spirito del regolamento è un’ po un’eccezione. Abbiamo ritenuto che la libertà che il regolamento Open consentiva, a fronte di un obbligo di utilizzare un software unico della Marelli, fosse la giusta soluzione. Non era assolutamente nostra intenzione togliere spazio alle Open, ma come detto prima è stata presa questa decisione per portare avanti lo sviluppo del progetto. Alla fine è stato trovato un compromesso che permette ad un costruttore che non abbia vinto un GP nell’anno precedente di poter avere delle agevolazioni come quelle prima elencate oltre ad una gomma morbida, che però fino ad ora a parte in qualifica non ci ha dato grandi vantaggi. E’ una scelta che potrebbe fare anche la Suzuki il prossimo anno.”

Possiamo dire che in gara il dover utilizzare mescole più morbide vi abbia penalizzato in alcuni GP?

“Possiamo dire che in alcune gare avremmo preferito utilizzare la gomma più dura a disposizione delle Factory, però abbiamo sposato il regolamento nel bene e nel male e questo ci ha permesso di fare dello sviluppo. Abbiamo portato delle evoluzioni più o meno visibili che nelle ultime gare hanno portata a risultati positivi, più in prova che in gara, dove abbiamo ancora dei problemi da risolvere, soprattutto questo cronico problema di sottosterzo. Devo però dire che siamo arrivati ad un livello di competitività che ci fa ben sperare per il futuro. Abbiamo anche ottenuto due podi con Andrea Dovizioso e anche Andrea Iannone ha fatto ottimi risultati.”

Ad Aragon avrete ancora una ulteriore evoluzione della moto attuale, puoi confermarlo?

“Si, ad Aragon avremo un’ulteriore evoluzione della GP14 e nel frattempo stiamo lavorando sulla GP15 che sarà una moto completamente nuova, motore compreso.”

Scenderà in pista nel primo test di Sepang 1?

“Stiamo lavorando per poter essere pronti per Sepang 1. Sappiamo che arriverà un pò tardi, ma non dimentichiamoci che Gigi è il direttore generale di Ducati Corse solo dallo scorso novembre e quindi ha avuto bisogno di raccogliere più informazioni possibili per progettare una moto che riteniamo sarà un salto importante dal punto di vista delle prestazioni.”

Se non dovesse arrivare la vittoria in questa stagione e quindi non sareste obbligati a scegliere di schierare una moto Factory, quale strada percorrerete? Continuerete come quest’anno con il regolamento Open?

“Si, se non arriverà la vittoria continueremo a lavorare in questa direzione, anche perchè anche la GP15 sarà una moto evoluzione. Questo si permetterà anche di poter schierare i piloti ufficiali nei test, cosa che non è permessa alle Factory. E’ vero che abbiamo un ottimo pilota collaudatore, Michele Pirro, che gira con tempi molto interessanti, però poter far giudicare la moto al pilota titolare è una cosa molto utile in questo momento. Quando riusciremo a colmare il gap e ad essere vincenti, allora perderemo questi benefici, ma a quel punto sarà giusto così, confrontandoci con i nostri avversari ad armi pari.”

Nel 2016 cambieranno i regolamenti, ci sarà l’ingresso della Michelin e tutti saranno obbligati ad utilizzare la centralina unica, un grande cambiamento per tutti.

“Nel 2016 si passerà alle Michelin con cerchi da 17″ e tutti utilizzeranno la stessa centralina. Tutti partiranno alla pari, non ci sarà più la distinzione Open Factory. La centralina sarà Open per tutti e immagino che sarà lo stesso per le mescole a disposizione e numero di litri.”

Prima hai detto che ad Aragon avrete una ulteriore evoluzione della moto. Sarà quella di cui potranno disporre i team clienti nel 2015? Ad esempio il Pramac Racing.

“L’obiettivo è di offrire questa moto al Team Pramac, fermo restando che ci stiamo ancora lavorando e che quindi dovremo verificare se le modifiche apportate porteranno dei benefici come pensiamo. Loro sono il nostro team di riferimento e quindi l’obiettivo è dar loro questa moto. Ricollegandomi a quanto ho detto prima, la GP15 arriverà tardi e non sarempo pronti per fornirla anche ad altre strutture.”

Avrete anche un altro Team satellite?

“Stiamo definendo con il Team Avintia, che il prossimo anno avrà a disposizione le Ducati in versione Open con delle GP14 versione Indianapolis. L’evoluzione prima di Brno, dove abbiamo portato una evoluzione di motore e una nuova carenatura. La moto ha comunque dimostrato di essere competitiva e l’accordo dovremmo finalizzarlo prima della fine di settembre.”

Voi siete presenti sia in MotoGP che in Superbike e sembra che l’Aprilia lascerà la Superbike per trasferirsi nella Top Class. Quanto è difficile essere presenti in tutte e due le categorie, non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello tecnico?

“E’ complicato perchè sono due campionati del mondo, uno decisamente più impegnativo dell’altro perche si base su prototipi, mentre nella Superbike le modifiche rispetto al modello di serie sono molto limitate. Nonstante questo c’è tanto lavoro da fare per renderla competitiva e nel nostro caso è vero che abbiamo un 1200, ma è un bicilindrico e i 4 cilindri in questo momento riescono a sviluppare potenze molto più elevate. Dall’anno prossimo se il regolamento verrà confermato, le modifiche andranno più verso una direzione Stock, per livellare le prestazioni e cercare di teneri i costi sotto controllo. Tornando alla tua domanda sicuramente è un impegno importante, Ducati storicamente è stata impegnata a gestire in modo ufficiale entrambi i campionati. Nel 2003 quando siamo entrati in MotoGP abbiamo continuato a gestire anche la Superbike, almeno fino al 2010. Poi è stata fatta un’altra scelta, ma la struttura tecnica della SBK ha continuato a lavorare sia sulla 1098 che sulla Panigale. A portarle in pista come struttura è stato il Feel Racing, che ha lavorato anche con BMW, ma poi quando questa ha dismesso di essere presente in forma ufficiale, è tornata a lavorare con noi. Era stata insieme a noi dal 1998 al 2010 e aveva portato anche a titoli mondiali. Quindi possiamo dire che è complesso, ma noi siamo abituati, anche se ci sono costi importanti e quindi va trovato anche il sostegno economico con partnership e sponsorizzazioni.”

Torniamo a parlare di MotoGP, il prossimo anno avrete due italiani nel team ufficiale, che saranno il confermato Andrea Dovizioso e Andrea Iannone, attualmente nel Team Pramac. Questo potrebbe penalizzare l’arrivo di un eventuale pilota italiano nei team satellite, come ad esempio Danilo Petrucci?

“Innanzitutto devo dire che a noi piacciono i piloti veloci e di talento, questo a prescindere dalla nazionalità. L’anno prossimo come dicevi per la prima volta ci sarà una Ducati tutta italiana, nel senso che avremo i due Andrea come piloti nel team ufficiale ed è anche vero che la nostra è un’azienda globale, che porta in giro nel mondo un marchio prestigioso, un brand importante ma il fatto di avere dei piloti importanti non deve rappresentare un limite. Per quanto riguarda le scelte dei team che supportiamo o di nuove squadre come sarà Avintia, è chiaro che hanno una certa autonomia, ma si confrontano sempre con noi, non basandosi tanto sulla nazionalità, ma sulle caratteristiche dei piloti, che lavoreranno sempre con i nostri ingegneri, che sono comunque presenti nei vari team, anche non ufficiali. E’ giusto che ci sia questo rapporto, perchè cerchiamo di creare sempre una partnership in cui si condividano le scelte. Non imponiamo niente ma non ci viene neanche imposto niente.”

Grazie per l’intervista concessa e in bocca al lupo per il resto della stagione.

“Crepi il lupo!”

Alessio Brunori

30th agosto, 2014

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Devi eseguire il login per pubblicare un commento.

Orari GP Aragon - 24/09/2017

GP Aragon 2016

Guarda i risultati e le classifiche

Classifiche Motomondiale

Classifiche Team Motomondiale

Classifiche Factory Motomondiale



Classifica Superbike

Foto Random MotoGP
Foto Random Pit Girls

Sondaggio

Chi è il favorito al titolo 2016 della MotoGP?

Visualizza Risultati

Loading ... Loading ...
Facebook
Copyright © Motorionline S.r.l. - Dati societari - P.IVA 07580890965
Testata Giornalistica registrata al Tribunale di Milano in data 20/01/2012 al numero 35
Direttore Responsabile : Lorenzo V. E. Bellini