MotoGP: Jorge Lorenzo “Marquez mi ricorda il primo Rossi e il primo Lorenzo….”

Pazzo per aver corso ad Assen? Dovevo assolutamente correre, non potevo far scappare Marquez

MotoGP: Jorge Lorenzo “Marquez mi ricorda il primo Rossi e il primo Lorenzo….”MotoGP: Jorge Lorenzo “Marquez mi ricorda il primo Rossi e il primo Lorenzo….”

Arrivare secondi in campionato, per di più per soli 4 punti, dopo aver vinto più gare di tutti in campionato non è facile da digerire. E’ quello che è accaduto a Jorge Lorenzo, che nonostante abbia portato a casa ben 8 vittorie in una stagione in cui ha subito la doppia frattura della clavicola (prima ad Assen e poi al Sachsenring) ha finito dietro al connazionale della Honda Marc Marquez, campione del mondo al debutto nella Top Class.

Parlando a Diario de Mallorca, il rider della Yamaha ha detto che Marquez gli ricorda il primo Lorenzo e anche il primo Valentino Rossi, quello che nel 2000 arrivò nella classe 500cc senza nessun timore reverenziale nei confronti di più blasonati colleghi. L’intervista di Emilio Pérez De Rozas inizia con un pensiero al video della sua casa che tante polemiche ha portato.

“Ho detto la verità: il video è stato progettato e realizzato per essere diffuso solo negli Stati Uniti in programmi come MTV Cribs, dove le stelle dello sport mostrano le loro case e l’hanno pubblicato su YouTube senza la mia autorizzazione.”

Si è poi cambiato argomento parlando del campionato da poco concluso. Gli è stato chiesto se questo fosse stato il suo miglior campionato.

“Non posso confessarlo. Non lo è stato. PPer qualcuno, come me, serve solo vincere e lo dico senza essere audace, dico come mi sento: il campione è il principale favorito. E ho perso. Però sì, in quanto alla guida, grazie al mio sacrificio, costanza e l’aiuto di mio padre, è stato il mio anno migliore.”

Fa male essere arrivato secondo?

“Questo può far male a poca gente, però a me fa male, sì. Mi considero l’uomo più fortunato del mondo e ogni giorno quando mi sveglio ringrazio. Questo, più di uno sport, è un gioco. E, come un gioco, si vince e si perde. Non avrei mai sognato di avere quello che ho, di vincere quello che ho vinto  e di sentire gli elogi che ho sentito sulla mia guida. Ma ha vinto il miglior rookie della storia,  Marc Márquez, che ha fatto una stagione eccellente. Non si può mettere in discussione Marc, è stata un giustissimo vincitore. Se n’è andato Casey Stoner, che era un genio, con un talento ineguagliabile ed è arrivato Marc, che è un talento di dimensioni simili.”

Perchè allora durante l’anno avete “giocato” anche sul fronte penalizzazioni?

“Non mi perdoni, non è stato così. Pressavo i membri della Direzione Gara, i giudici perché credevo e continuo a pensarlo, che questo sport ha delle regole che non possono essere oltrepassate. Marc quest’anno ha fatto delle manovre che meritavano un cartellino giallo o rosso, come nel calcio. E’ successo anche a me, quando nel 2005 venni penalizzato e saltai un Gran Premio. Me lo meritavo, come credo Marc l’abbia meritato quest’anno. E ho imparato. Il mio modo di vedere la gara è completamente cambiato. Anche in questo caso, una sanzione era giusta.”

L’arrivo di Marc sembra aver alzato l’asticella

“Prima dell’arrivo di Marc, eravamo più conservatori, se si può parlare di essere prudenti quando si va a 340 km/h. Siamo in sella a  moto di 180 chili e 250 cavalli.  Casey Stoner, Dani Pedrosa ed io abbiamo dominato delle gare ma spesso abbiamo preferito  finire secondo o terzo, piuttosto che rischiare di perdere tutto. Ora, l’ambizione di Marquez, che vuole arrivare sempre primo in tutti i circuiti ha cambiato i piani.”

La verità è che i duelli che si sono visti sono stati straordinari.

“Marc non è mai soddisfatto e, in questo senso, il suo arrivo ha “agitato” molto la griglia della MotoGP. Soprattutto, ha fatto crescere sia me che  Dani (Pedrosa, ndr) per primi. E anche lui, naturalmente. Quel 2% che ci tenevamo adesso serve per combattere contro di lui per la vittoria. Ha un ambizione, quasi eccessiva, Marc mi ricorda il mio arrivo in MotoGP nel 2008 e anche il  Valentino (Rossi, ndr ) del 2000.”

Dimmi la verità: Marc ha molto del primo Lorenzo? 

“Non solo me. L’audacia di Marc, il suo coraggio, la sua determinazione, la sua voglia di vincere a tutti i costi, mi ricorda Valentino Rossi quando è arrivato nel 2000, nella classe 500cc e anche il mio arrivo nella Top Class. Grande ambizione,  zero complessi e poco rispetto per i campioni consacrati. Rossi non ha mai temuto Roberts Junior, Biaggi e Capirossi, come io non ho mai temuto Stoner, Pedrosa e Hayden; Marc non ha mai paura di me, Pedrosa e Rossi. Guida  senza paura, senza complessi, con una determinazione brutale ed è quello che ti fa andare subito veloce. Gli mancava l’esperienza, e questo significa che la prossima stagione sarà ancora un avversario difficile. E’ stato fortunato a non essersi fatto male nonostante sia caduto molto.”

Tu e Márquez avete fatto quest’anno gare indimenticabili e, soprattutto, avete fatto duelli emozionanti, mi puoi spiegare come si possa guidare a 300 km/h, toccare l’asfalto con il gomito, toccarsi, e sorpassarsi in piena curva e sembrare che non si faccia nulla?

“Guidare una moto da corsa, guidare a 300 km/h. è come ballare con una ragazza. Mi spiego: è puro istinto, si va veloce senza quasi  rendersene conto. In un primo momento, quando non sai ballare, devi essere consapevole di tutto: della musica, di non calpestare il tuo  partner, devi contare i passi. Poi, quando l’hai fatto centinaia di migliaia di volte, tutto ti viene istintivo ed è quando balli meglio.”

Alcuni sostengono che, quando si è piloti, non sia consigliabile pensare

“Non è proprio così, però sì, io mi fido più del mio istinto, del mio cuore, che non della mia testa. Vediamo se riesco a spiegarlo meglio: m io mi sono reso conto di questo all’età di 15 anni quando, in dei test, invece di guidare istintivamente, mi sono messo a pensare. E pensando ‘in che marcia vado?’ Ho sbagliato velocità, ho accelerato invece di frenare, sono entrato male in curva e per poco vado a terra. E tutto questo è accaduto perché ho iniziato a pensare. Per questo dico che guidare una moto è come ballare, bisogna lasciarsi guidare dalla musica e anche dal tuo istinto.”

Se si pensa, quanto si perde?

“Noi piloti pensiamo in una frazione di secondo. Ma la riflessione, passo o non passo, entro o non entro? me la gioco o no? si fa con l’istinto, è lui che ti fa fare un sorpasso . E’ quindi necessario guidare con l’ istinto,  un istinto elaborato e forgiato dall’esperienza e soprattutto dai 23 che sei stato su una moto, facendo le stesse cose. Anche in questo caso, è come ballare. E’ facile se l’hai imparato, se ti piace e se lo vivi.”

Sei un pò pazzo? Altrimenti come si può spiegare osare correre 30 ore dopo la frattura della clavicola e finire quinto in quel GP?

“In Cina del 2008, ho corso con due caviglie rotte. Mi ero promesso di non tornare a fare cose simili, ma cinque anni dopo, quest’anno, ad Assen, ho corso il giorno dopo l’intervento chirurgico alla clavicola.”

Puoi spiegarlo meglio?

“E’ una mia spiegazione, la nostra spiegazione,  non dico che sia la spiegazione. Non c’è logica. Sono giovane, molto giovane, molto coraggioso ed ho molto coraggio. Tutti vogliono vincere, ma alcuni lo vogliono di più. Se  fossimo atleti o giocatori non potremmo  fare il nostro sport con due caviglie rotte o con una clavicola recentemente operata. Però andiamo sopra una moto, che fa buona parte del lavoro da sola. Dobbiamo essere forti,  per sopportare le inerzie che provocano le accelerazioni e le frenate bestiali che soffriamo lungo i 26 giri di un gran premio, però in un certo senso, la moto va da sola, tra virgolette. Tu devi guidarla con molta tecnica, tatto, abilità ed esperienza. E poi, che diavolo! Mi stavo giocando il titolo ero a caccia di Marc, se non avessi corso ad Assen Marc sarebbe sicuramente sfuggito. Non potevo permettermelo.”

Come dargli torto aggiungiamo noi, se il campionato è stato aperto fino all’ultima gara lo dobbiamo anche a quella “pazzia” di Assen, fermo restando che senza l’errore di Phillip Island da parte della Honda, il campionato non sarebbe stato aperto fino a Valencia. Ma poco importa, è stato bello veder combattere fino all’ultimo i due spagnoli, anche se ovviamente da italiani speriamo di riportare in alto i nostri colori e non solo nella Top Class.

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16 commenti
  1. Ronnie

    16 dicembre 2013 at 11:55

    Secondo me invece son tutti simili, Rossi aveva una moto più difficile da guidare forse, rispetto a quelle di oggi, ma era in un certo senso più maturo o aveva una mentalità diversa, nel senso che lui è arrivato e si è preso una stagione per imparare, o gli hanno fatto prendere una stagione per imparare.

    Lorenzo è arrivato con moto con più elettronica, più “facili” da guidare ma molto più potenti e pericolose delle 500cc, e la sua voglia di arrivare a vincere subito l’ha fatto infortunare, secondo me aveva ancora più voglia di vincere rispetto a Rossi nel 2000.

    Marquez invece è molto simile a Lorenzo del primo anno, ma dispone di una moto elettronicamente piû raffinata più facile da guidare, rispetto a quelle passato, e la fortuna di non infortunarsi pesantemente e gli infortuni degli avversari e la sua voglia di arrivare primo e di provarci sempre anche dopo brutte cadute l’hanno fatto vincere al primo anno.

  2. Rob

    16 dicembre 2013 at 12:25

    Se parliamo di rapporto peso/potenza….

    Le ultime 500 GP avevano oltre 200 cv per 131 kg di peso(ai tempi di Spencer il peso era di 118kg)

    Le moto GP di adesso:circa 250 kg per 167 kg di peso.

    Se poi pensiamo che le 500 GP non avevano elettronica,e che l’erogazione del motore 2T è molto molto molto più difficile da gestire di quella di un motore 4T,ne deriva che il solo pensare che una moto GP 1000 di adesso possa essere più difficile di una 500 2T fa a dir poco sorridere…per usare un eufemismo…
    Doohan lo scorso anno a Phillip Island ha potuto provare per 2 giorni la RC212V di Stoner.
    Le sue parole a fine test furono:si vede che va più veloce di una vecchia 500 2T,ma quello che impressione è la facilità come si guida,la potenza anche se usata tutta non fa mai paura,ed è una moto che potrebbe benissimo circolare su strada.
    La riprova di questo in pista la si è vista quando Marquez ha per la prima volta provato la motogp 1000 lo scorso anno e ci andò subito fortissimo.
    Quandi invece Rossi provo la NSR 500…basta leggere sul suo libro che impressione ne ricavò…e soprattutto che tempo ci fece,distante da quello dei migliori.

    Queste nuove motogp(cosi come le vecchie)sono moto non paragonabili con le vecchie 500 2T.

    Marquez,cosi come Rossi,Lorenzo,Pedrosa e tutti gli altri…avrebbe avuto il suo ben daffare per cercare di capire come non uccidersi subito nel guidarla.
    Sono 2 mondi contrapposti,agli antipodi.

    • nandop6

      16 dicembre 2013 at 14:50

      Rob tu scrivi
      Marquez,cosi come Rossi,Lorenzo,Pedrosa e tutti gli altri…avrebbe avuto il suo ben daffare per cercare di capire come non uccidersi subito nel guidarla.
      Forse non ho capito quello che intendi ma Rossi la 500 2 T l’ha guidata per 2 mondiali vincendone 1.

      • Rob

        16 dicembre 2013 at 15:21

        xnandop6:

        con questo volevo dire che anche Rossi ha avuto bisogno del suo apprendistato in 500,cosi come tutti(Roberts a parte).
        Anzi,ti dirò di più,per come era il suo stile quando guidava la 500,credo che anche con questi piloti giovani adesso,se fosse rimasta la 500 ho dei seri dubbi che sarebbero riusciti a batterlo(Stoner a parte naturalmente),ma lui è oramai un capitolo chiuso,morto e sepolto,è la storia.
        Ma non credo che ne Pedrosa e ne Lorenzo e Marquez avrebbero avuto vita facile anche con un Rossi vecchio come adesso in 500.
        La 500 è una vera moto da corsa, e non un ibrido robotico come le motogp di adesso.
        Ed io credo che Rossi forte come è andato in 500 non sia andato forte mai.
        Dopo è andato sempre peggiorando nella guida secondo me.

      • nandop6

        16 dicembre 2013 at 15:35

        Rob
        Concordo, però è normale che Rossi è andato sempre più peggiorando, ha avuto una carriera lunga, ma credo che con l’arrivo dell’elettronica come hai detto anche tu la difficoltà nel guidare le moto è diminuita e come hanno detto alcuni piloti, prima il pilota faceva la differenza con più percentuale rispetto alla moto nella performance.

  3. bibo

    16 dicembre 2013 at 13:21

    a questo punto rob la domanda è
    stoner secondo te , sarebbe stato vincente anche in 500??

  4. bibo

    16 dicembre 2013 at 13:22

    x bcs & company

    Non si può mettere in discussione Marc, è stata un giusto vincitore. Casey Stoner era un genio, con un talento unico, poi è arrivato Marc, che è un talento molto simile.”

    ciapè sò e purtè a cà…

    :-)

    • bcs

      16 dicembre 2013 at 20:00

      Ecco la dimostrazione che scrivi tanto per scrivere….

      Non ho mai scritto che Marc non ha talento.

      Semplicemente che non ha il talento di Stoner e che i due come guida non sono similari.

      Si, Stoner lo reputo superiore (non come “testa”).

      Ennesima prova che spesso scrivi tanto per scrivere….

      Evidentemente non hai ancora digerito alcune moto….

      • bibo

        16 dicembre 2013 at 21:47

        un genio UNICO………..

  5. Rob

    16 dicembre 2013 at 13:51

    xbibo:

    Solo 1 pilota nella storia è stato capace di domare una 500 2T all’esordio,ed a vincerci addirittura il mondiale all’esordio senza conoscere neanche la maggior parte dei circuiti….il suo nome è Kenny Roberts.
    Campione leggendario,senza eguali.

    Nonostante come sai io ritenga Stoner il più grande talento della storia,credo che anche lui cosi come Schwantz e molti altri ancora,avrebbe dovuto prendersi i suoi 2 anni di apprendistato,e credo anche che Stoner al primo anno in 500 avrebbe anche potuto rischiare di farsi molto ma molto male nelle inesorabili cadute per high-side tipiche di quelle moto.

    Detto questo,credo che se fosse riuscito a sopravvivere il primo anno,poi dopo sarebbe diventato inesorabile,unico,come solo lui sapeva essere.

    • Bryan

      17 dicembre 2013 at 11:28

      Visto che citi Kenny Roberts, colgo l’occasione per sapere la tua opinione, questo anno, durante una prova libera ( non ricordo se era Sepang) Max Temporali il commentatore, parlando di Roberts e di Marquez, aveva dichiarato che Marquez era più forte di Roberts perchè avevano sì vinto tutti e due all’esordio, ma Marquez molto più giovane (si pirla sugli 8 anni circa).A me è sembrata una cavolata, calcolando i tempi diversi nella quale hanno corso, e che adesso si comincia a correre molto prima.Ma se lo ha detto una persona che è commentatore tecnico, dovrebbe avere senso. Però a me sembra una SUPERCAZZOLA BETOMATA!!!

      • Rob

        17 dicembre 2013 at 14:21

        xBryan

        Anche a me sembra una stupidaggine colossale.
        Marquez corre già da tanti anni e conosce a memoria tutte le piste,mentre Roberts venne in Europa e vinse senza conoscerle tutte.
        Nei primi anni 80 le 500 erano delle moto che si potevano più paragonare a dei diavoli che a delle moto.Avevano un’arco di utilizzazione molto ristretto(le valvole allo scarico erano appena arrivate ed erano molto rudimentali,e quasi tutti le escludevano).
        Questa moto in questo video,la ow 69http://www.youtube.com/watch?v=VKvoh8i2YIk&list=PL2AB47587F5A9D603…fu considerata la moto più difficile da guidare mai costruita in tutta la storia del motociclismo in pista.
        Era il terrore di tutti quelli che la dovevano guidare,perchè era peggio di un toro scatenato.
        Roberts divenne famoso come colui che come unico pilota riusci a domarla.
        Paragonare Marquez a Roberts e come paragonare Maradona con Roberto Mancini,non c’è paragone.

  6. H954RR

    16 dicembre 2013 at 15:07

    Ahahahahah fantastico, prima a Marc poi a Pol e adesso hanno insegnato a recitare anche a Jorge, gli hanno detto quello che deve dire e come recitare la trama della barzelletta, ahahah che spettacolo !

    • Durim

      17 dicembre 2013 at 13:04

      Peccato nessuno abbia insegnato a dire cose sensate a te. E’ da anni che dici cavolate ;)

      • H954RR

        17 dicembre 2013 at 14:45

        Peccato nessuno abbia insegnato a dire cose sensate a te. E’ da anni che dici cavolate ;)

  7. nandop6

    16 dicembre 2013 at 19:08

    E’ vero che nelle interviste i piloti devono stare attenti a quello che dicono ma questo è riferito al tema squadra-moto, quando parlano dei colleghi sono liberi di dire quello che vogliono, si possono giudicare se sono ipocriti o no ma sicuramente nessuno li obbliga a dare giudizi che non vogliono.

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