MotoGP: Ducati e Rossi…quando gli opposti non si attraggono

Fu un errore mettere insieme nel 2010 il pilota dallo stile pulito e la moto "ignorante"

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MotoGP: Ducati e Rossi…quando gli opposti non si attraggono

Doveva essere la coppia più bella del mondo, Rossi sulla Rossa, i due miti italiani che dopo tanti anni in cui si erano inseguiti, finalmente si erano incontrati, ma purtroppo non è stato così, l’unione è stata subito nefasta e la coppia sembrava gia logora e sfiduciata sin dalla loro presentazione ufficiale, al Wroom del 2011.

I segnali allarmanti erano arrivati subito ma erano stati sottovalutati: al test di Valencia del novembre 2010, quando Rossi chiuse il suo battesimo sulla D16 a più di 2 secondi da Stoner, si pensava che quel risultato era dovuto alla spalla malandata del pesarese. Ma Rossi due giorni prima con la stessa spalla aveva lottato per tutto il week end con Lorenzo, Pedrosa e Stoner, chiudendo poi la gara con il 3° posto, quindi quella prestazione così mediocre non poteva essere solo riconducibile alla spalla.

Dopo due anni di anonimato incredibile si chiude quindi questa parentesi nera per Valentino Rossi. Due anni assurdi per uno come lui, abituato nelle annate no a chiudere 3° in classifica generale.
Era inevitabile la separazione, perchè Rossi per gli ultimi anni di carriera si merita una moto che possa farlo lottare per la vittoria, non può permettersi di fare lo sviluppo della moto durante i week end di gara. Per fare queste cose ci vogliono dei ragazzini, lui alla sua età e dopo aver vinto tutto e di più o lotta per la vittoria o è meglio che sta a casa. Molti accusano Rossi di non essere più lui, di subire Hayden e Barberà, ma che motivazioni può avere un 9 volte campione del mondo a dare tutto, se sa che in gara più di un 6° posto a 30 secondi dal primo non puo avere?

Honda e Yamaha quest’anno e lo scorso anno hanno fatto vedere come si fa a provare a vincere un mondiale: gli aggiornamenti sulle loro moto arrivano a gettito continuo, la casa alata, che pure ha vinto la metà delle gare di quest’anno, ha ridisegnato completamente le loro moto e addirittura sta sviluppando parallelamente due moto differenti per i suoi piloti. La Ducati invece dall’inizio della stagione non ha cambiato una virgola, subito dopo i test invernali si era capito che rispetto allo scorso anno la situazione era drammaticamente rimasta la stessa, ma Preziosi & Domenicali hanno affermato che miglioramenti sulla moto sarebbero arrivati solo a Laguna Seca, quindi a metà stagione, in pratica il campionato per Rossi era già perso prima di cominciare. Negli USA tutti si aspettavano novità sulla Desmosedici, ne parlavano tutti di questi “aggiornamenti” e alla fine si è portata la solita moto.
Il problema è che in Ducati in realtà la moto non l’hanno mai voluta cambiare per davvero: modifiche ne sono state fatte in questi due anni (vedi telaio in alluminio) ma sono stati tutti cambiamenti fatti senza crederci più di tanto e questo perchè a Borgo Panigale il reparto tecnico sembra progettare i prototipi più per compiacere i dettami del marketing che quelli obiettivi della pista. La Ducati si è creata una bella fetta di seguaci in tutto in mondo creando lo slogan della “moto ignorante da guidare come lei ti chiede”, ma a questo punto uno come Rossi che ha fatto della guida pulita e della messa a punto la sua regola di vita, cosa lo si è preso a fare nel 2010?

Ora per il futuro pare che si sia chiuso con Andrea Dovizioso. Ancora una volta si sta puntando su un pilota che fa dello stile pulito e rigoroso il suo punto forte, in pratica il contrario di come si guida la Ducati. Il forlivese questo lo sà, ma probabilmente si sta facendo convincere dalla possibilità di guidare una moto ufficiale e dalla voglia di andare li dove Rossi ha fallito. Ma forse non sarebbe meglio per lui un’altra stagione con il Tech3 visto che con la Yamaha satellite le Ducati oggi le saluta al via e le rivede solo al traguardo dopo che si è fatto pure la doccia e le interviste di rito?

Antonello D'Amore

10th agosto, 2012

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