MotoGP: Casey Stoner “Subito veloce perchè non penso al setup”

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MotoGP: Casey Stoner “Subito veloce perchè non penso al setup”

Casey Stoner, due volte campione del mondo della MotoGP (2007 con Ducati e 2011 con Honda), ha tra le sue principali caratteristiche quella di trovare subito il limite della moto e già nei primi due/tre giri percorsi riesce a stampare tempi “monstre” e irraggiungibili per la concorrenza. In un intervista concessa a Motomatters.com, l’australiano parla di questa sua capacità e di come sia naturale per lui spalancare subito il gas.

“Non so da dove venga questa mia velocità nei primissimi giri. Quando vado là fuori, se conosco la pista i miei primi giri diventano più naturali. Non sarà poi la performance migliore ma è il mio modo di iniziare. Successivamente iniziamo a lavorare sul setup e a pensare cosa migliorare, ma all’inizio entro in pista e cerco di dare il massimo. Fondamentalmente guido semplicemente senza dovermi preoccupare troppo. Poi, una volta che ho trovato il mio ritmo inizio a trovare i punti di frenata, le linee di ingresso, cose del genere. Così nella prima parte credo sia giusto non preoccuparsi o pensarci troppo. Devo solo andare là fuori, e trovare il ritmo. Non ha senso lavorare sul set up quando si è di tre secondi più lenti. Quindi si può essere veloci prima, a meno che non ci siano grandi problemi con la moto. Sai, per me, basta andare là fuori. So già la maggior parte dei punti di frenata. Se si tratta di un nuovo tracciato andrò a trovarli. O semplicemente utilizzerò la mia vista per cercare di trovarli e giro naturalmente senza pensarci troppo. Quando non sei in sella si inizia a pensare ai punti di frenata, quante marce si stanno scalando. Come si va in una curva, pensi a quello che la moto sta facendo, alla posizione della moto. Se hai bisogno di più fiducia nella parte anteriore, quello che stai facendo in quella parte della curva, quando apri il gas, quanto la moto gira, quanto si impenna…. Ecco… tutte queste devono passare nella tua testa per cercare di ottenere il miglior set up che si può. E quelle cose, posso lasciarle fuori dalla mia testa quando sto guidando nei primi giri. Devo solo preoccuparmi della pista. Cerco di capire se hanno fatto una nuova linea. Se hanno messo un po’ di asfalto nuovo o qualcosa di simile.”

Il pilota del Repsol Honda Team parla anche della facilità di andar forte a gomme fredde, quando invece tutti gli altri faticano, ad eccezione di Nicky Hayden.

“Io e Nicky proveniamo entrambi dal dirt track, quindi non importa se la moto si muove e scivola. Credo sia la stessa cosa per Nicky, può sentire subito il limite pur senza avere il pneumatico adeguatamente riscaldato. E a volte, e soprattutto con la Ducati, ci vuole un po ‘di tempo per scaldare le gomme, più di altre moto. Ho però notato da quando utilizzo la Honda che posso prendere il mio tempo a scaldare le gomme, perché so che arriveranno in temperatura. Sulla Ducati invece se non hai spinto al massimo in quei primi giri, poi non si riesce quasi mai a farli entrare in temperatura.”

A Stoner è poi stato chiesto quale sia il suo punto di forza e quale quello debole.

“Non lo so davvero. Non penso di avere un punto di forza. Non è la frenata, non è accelerazione, anzi direi che è il punto di forza di Dani (Pedrosa), la sua accelerazione. Jorge (Lorenzo) è un pilota molto equilibrato, io mi sento di essere abbastanza equilibrato. Jorge è abbastanza “pesante” sui freni. Non sento di avere in particolare un punto forte migliore degli altri. Cerco l’equilibrio e tutto il meglio che possa migliorare i miei punti peggiori. Forse uno dei miei punto di forza e credo il motivo per cui sono più veloce degli altri, è che non ho bisogno di guardare i dati per scoprire dove sono lento, perché sono lento. Occasionalmente, se sto avendo grossi problemi in un settore, dò uno sguardo. Questo accade raramente, di solito so dove devo migliorare, e dove non ho bisogno di migliorare. Stesso discorso per quanto riguarda il mio punto debole, non c’è una cosa dove sono davvero debole. Forse nei sorpassi, non lo vedo come un mio punto debole ma credo che a volte sono troppo “educato”, non ho mai voluto creare problemi agli altri piloti o fare cose del genere. In passato è stato forse il sorpasso, il setup della moto in frenata la cosa con cui ho “lottato” molto, soprattutto nel 2007 e 2008. Non sono ancora il pilota che vorrei essere, penso di poter migliorare molto.”

Alessio Brunori

20th dicembre, 2011

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